martedì 28 febbraio 2012

dalla costola di Adamo

Devo dire che non sono in grado di poter fare un analisi scientifica e veritiera su quanto affermato in questo video, però effettivamente mi piace pensare che sia così. Il ragionamento in effetti non fa una grinza, certo sull'argomento si è scritto tutto ed il contrario di tutto ed ognuno tende a fare valere la propria versione denigrando quella degli altri. D'altronde quando di mezzo ci sono i dogmi della fede bisognerebbe essere insieme teologi, scienziati, filosofi, antropologi e chi più ne ha più ne metta.Certo è che considerando che ho visto questo video per la prima volta una settimana fa e non mi è più uscito dalla testa, spero che condividerlo mi possa portare a qualche utile riflessione in materia. Male non fa. . .

giovedì 23 febbraio 2012

il ritorno del Gambadelegn

.

Mobilità sostenibile.
La sento in ogni conferenza, la leggo nei piani di governo del territorio, la leggo come priorità nell'operato delle PPAA, ma. . . c'è un ma.
Chi la pensa? Chi la persegue? A parole in tanti ma con i fatti in pochi. Nei due educational tour che ho fatto con Regione  Lombardia anni fa, ho visto come all'estero ci si muova per realizzare e ripristinare le metrotranvie: sono viste come qualcosa di moderno e di attuale per risolvere i problemi della mobilità.
E noi? Noi le avevamo e negli anni 50 le abbiamo dismesse pressochè tutte a vantaggio della mobiltà su gomma, con l'idea di fare un salto in avanti con i comodi (ed inquinantissimi) autobus. Ma chi di noi non si è mai trovato dietro un autobus di linea di quelli extraurbani, quelli che macinano decine di migliaia di km l'anno. Nessuno ha mai gustato quelle belle svaporate di CO2 miste a nafta incombusta, ben miscelate in un fumo nero pece?
Questa è quella che negli anni 50 veniva vista come la modernità, adesso è una pugnalata al cuore. Avevamo in provincia di Varese i tram che collegavano Gallarate, Busto, Legnano, Cassano, Lonate, e ancora, le ferrovie elettriche della Valganna e della Valceresio, per non parlare di linee ferroviare vere e proprie come quella della Valmorea che attraversava la valle Olona il cui tracciato è stato ora in parte recuperato ad uso turistico ed in parte destinato a pista ciclabile.


Ora mi domando e dico, se non sia possibile pensare ad un recupero di questi tracciati per realizzare delle metrotranvie al passo con i tempi, veloci , sicure e soprattutto in grado di muovere grandi masse di persone e lavoratori in modo silenzioso, ecologico ed affidabile.
Il costo grosso che è quello della costruzione del tracciato non c'è, esistono ancora i manufatti sul percorso, ponti, gallerie terrapieni, si tratta di posare un armamento ferroviario nuovo e telecontrollato, in modo che i costi di esercizio rimangano contenuti, e naturalmente di acquistare delel carrozze ad alta capacità, veloci silenziose ed al passo con i tempi.
Non credo si parli di utopia, il costo sempre più elevato dei carburanti per autotrazione e l'inquinamento ci spingono a ripensare tutta la mobilità così com'è adesso. Bici per piccoli percorsi  quotidiani, vie ferrate per quelli un pò più lunghi e l'auto  o il bus per tutti gli altri scopi.
Ricordo inoltre che in Inghilterra, per aprire ad esempio un centro commerciale è indispensabile che lo si possa raggungere con i mezzi pubblici e le ciclabili, e solo in ultima analisi, con l'auto.
E' il nostro modo di ragionare che deve cambiare, ma ciò non è impossibile!

Qui una fotografia dell'esperienza varesina, le linee attive erano le seguenti:
1) Tramvia Legnano-Gallarate (1881-1966)
2) Ferrovia Ponte Tresa-Luino (1885-1948)
3) Tramvia Varese-1a Cappella-Vellone (1895-1953)
4) Ferrovia Varese-Ghirla-Luino (1903-1955)
5) Tramvia Varese-Masnago (1905-1950)
6) Tramvia Varese-Bizozzero (1907-1950)
7) Funicolare Vellone-Sacro Monte (1909-1953)
8) Tramvia Varese-Bobbiate (1909-1950)
9) Funicolare Vellone-Campo dei Fiori (1911-1953)
10) Funicolare Varese-Colle Campigli (1911-1944)
11) Tramvia Varese-Azzate (1911-1949)
12) Tramvia Bisuschio-Viggiù (1912-1951)
13) Tramvia Varese-Angera (1914-1940)
14) Tramvia Molino d'Anna-Cittiglio (1914-1949)
15) Ferrovia Ghirla-Ponte Tresa (1914-1955)
16) Tramvia Varese-Belforte (1916-1950)
17) Tramvia Cassano Magnago-Lonate Pozzolo (1931-1951)


Ps Gamba dé légn era il nome con cui erano comunemente conosciute le vetture tranviarie dell'epoca approfondimento qui



martedì 21 febbraio 2012

Urban Center a Gallarate? why not?

Gallarate è ormai da anni alla ricerca di una propria identità. Perduta la fama di città manifatturiera, culla dell'industria tessile, fatica a ritrovarne una nuova, succube e suddita di politiche che tendono a decentrare le sedi distaccate di enti ed imprese nella vicina Busto. Gallarate ha ritentato di dotarsi di una nuova identità puntando sulle proprie eccellenze, sulla Galleria d'arte Moderna che è diventata MaGa, sui propri teatri con la Fondazione Culturale ormai passata a miglior vita, sul crocevia autostradale e ferroviario che la mette in posizione sicuramente strategica in lombardia E naturalmente lo strumento urbanistico ha tentato di inseguire questa vocazione pur senza riuscirci. Ne è nato un piano poco o nulla condiviso, perlomeno dai cittadini, che la nuova giunta ha prontamente rimesso in discussione. Le mie perplessità sul piano hanno sempre riguardato le nuove areee oggetto di interventi edificativi, e naturalmente gli spazi polifunzionali legati al recupero dei cosiddetti ambiti di trasformazione.
Alcuni di essi, anche se non tutti in effetti, sono straordinariamente impattanti sul tessuto cittadino, sia dal punto di vista sociale, che economico per non parlare poi dell'impatto ambientale, che se è stato per certi versi limitato (rispetto al vecchio prg) sulla variante 336 (Sky City) non lo è altrettanto nel resto della città.
Al di là di tutta la quantità di carta che è girata su quel piano, una vera valutazione dell'impatto ambientale, in modo realistico, non è stata raggiunta: dai documenti che ho scaricato e letto trovo una timida azione a tutela del verde, e meno male che la nuova giunta ha cassato l'impatto devastante che era previsto dalla riqualificazione della boschina con una ciclabile che avrebbe distrutto la mia zona prediletta per il running.
Aspetto affettivo a parte, non viene dedicata attenzione al verde pubblico, specie al mantenimento dell'esistente con nuovi interventi di ripristino per le essenze soggette a deperimento o non autoctone ( io sono dell'idea che bisognerebbe fare cantare le motoseghe e iniziare a levare di torno molte robinie per ripristinare i boschi con betulle, farnie, querce, faggi castagni. . . essenze che sono state sopraffatte da quell'odioso arbusto infestante; pensiamo che Gallarate dovrebbe essere circondata dalla brughiera, mentre invece del "Brùg", ovvero l'erica non se ne vede traccia nei boschi da decenni).
Manca totalmente un piano per piantumare le vie di comunicazione ove possibile (e gli spazi di certo non mancano basta vedere v.le Lombardia, via Campo dei fiori, Via Monte san martino Via Gramsci, la tangenzialina sud ecc ecc) per non parlare poi dei parcheggi pubblici che sono delle lande desolate.
Poi ti trovi con dei professorini che ti vengono a dire che la città deve riconvertirsi all'agricoltura ove possibile. . . ma dico io, se non si riesce nemmeno a curare in modo soddisfacente il verde pubblico né quantomeno a migliorarlo, è possibile sentire delle scemenze del genere? Paragonare Gallarate ai Polder olandesi? Ma chi dice queste cose è mai stato in Olanda? Ne ha presenti le differenze? Sparate del genere per me sono rimangono fumo negli occhi nei confronti della cittadinanza, ritenuta di basso profilo quando invece  non lo è proprio!
E poi, la condivisione degli obiettivi passa per delle riunioni più o meno partecipate dalla cittadinanza? O piuttosto non sarebbe meglio fare un urban center, anche solo virtuale in internet ,dove vengono pubblicati tutti i progetti che riguardano la città e dove i cittadini a qualsiasi ora del giorno, da casa propria , possono verificare cosa accadrà nel loro futuro prossimo.
O forse Gallarate deve rimanere ostaggio della lobby dei palazzinari come lo è stata dal 75 ad ora?
O i progetti vanno visti solo quando vengono affissi i cartelloni dalle imprese di costruzioni? Ovvero quando è già troppo tardi?
Ancora non vedo decisioni coraggiose, se non di facciata; quelle di sostanza tardano a venire e forse non le vedrò mai. . . ma non è il caso di darci una mossa??
Date per curiosità un occhio all'urban center virtuale di Sesto san Giovanni e vedete se quella non si chiama trasparenza. . .  approfondimento qui

domenica 19 febbraio 2012

Telepredicatori avete rotto!

E' stato bellissimo in questi giorni leggere di tutto il pandemonio creato dalle sparate di Celentano a Sanremo.Bellissimo vedere come la gente rimane abbindolata allo stanco e pedante cianciare dell'ennesimo telepredicatore ingaggiato a suon di soldoni dalla Rai. Una Rai con i conti scassati, con difficoltà enormi nell'incasso dei canoni, una Rai alla canna del gas, che tramuta il canone in una sorta di balzello per le imprese appoggiandosi ad un Regio Decreto del 1938, sperando nel fatto che gli imprenditori ormai supervessati, paghino l'ennesima gabella di stampo borbonico.
Il tutto per cosa ? per pagare 700.000 euro ad un cialtrone che sputa sentenze su tutto e su tutti, con l'arroganza di chi si sente investito direttamente dal padreterno! Allora. . . gli italiani si disturbano quando parlano i preti e i politici e poi sono sempre un pubblico pronto ad ingozzarsi di opinionisti di santoni e venditori di padelle?
Ma è possibile che il popolo italico sia investito da questa sindrome che lo porti a dare ascolto al primo idiota di passaggio??? I vari Celentano, Benigni, Grillo e via discorrendo, sono dei personaggi che sanno fare benissimo i loro interessi, sono dei cuochi che cucinano il piatto goloso che l'italica tribù mangia con passione, anche se turandosi il naso.
Il fatto che mi ripugna è che l'azienda di stato usi a sproposito budget milionari per foraggiare questi idividui per poi sottopagare le maestranze, per subappaltare le produzioni a imprenditori di poco scrupolo, insomma per alimentare lo squilibrio che c'è fra la gente comune che lavora per 1000 euro al mese e le superstar (o almeno così dovrebbero essere) di pochi scrupoli.
Poi si scopre che questi ultimi promettono beneficienza che in realtà non fanno e che la Rai dovrà anche pagare penali per gli spot cancellati per dare spazio a questi cialtroni dell'etere! Tutto sacrificato all'altare degli ascolti!
La soluzione c'è però, basta non guardare, basta non foraggiare questo meccanismo perverso, basta pigiare il tasto del telecomando per fare crollare un sistema che è un insulto per l'intelligenza dei cittadini e che soprattutto muove enormi somme di denaro.
E' ora di dire basta, cambiamo canale!
E te molleggiato, pensa a cantare, che quello sarebbe il tuo mestiere e non ti riesce più nemmeno bene!

http://www.ilgiornale.it/interni/corte_europea_diritti_delluomo_e_giusto_pagare_canone_rai/televisione-rai-canone_rai-abbonamento_rai-abolizione_canone_rai/17-04-2009/articolo-id=344555-page=0-comments=2

giovedì 16 febbraio 2012

Supermario all'attacco!

Bene, aggiungiamo un altro tassello all'attività di Supermario.
Meraviglioso lo stop che rivolge all'inutile cianciare di un eurodeputato, in inglese. Stile e garbo da professorino, affabilmente elargiti con un pugno di ferro in guanto di velluto. La credibilità del nostro paese passa anche per il non farsi prendere per il naso da chi finora ha avuto vramente troppe frecce al proprio arco. "Penso che sia estremamente possibile conciliare democrazia e integrazione, solamente una cultura insulare molto superficiale può ritenere ingenuamente che integrazione significhi un super Stato", se il destinatario di questa frase è un deputato inglese (visto il riferimento ad una cultura "insulare") sarebbe una doppia libidine.
Mi rimangono sempre delle perplessità sul suo operato, ma devo dire che queste iniezioni di fiducia che sembrano poca cosa, in realtà sono il segnale di un cambiamento che è in corso e che diventa visibile anche per i nostri osservatori e soprattutto per i nostri detrattori. Vai Supermario, falli neri (possibilmente senza fare neri anche noi!) !
http://video.repubblica.it/dossier/crisi-euro-merkozy/monti-riprende-l-eurodeputato-in-inglese-poi-l-acclamazione/88199/86592

torta di riso. . . . finita!

E anche quest'anno ci risiamo, ormai la via intrapresa anni fa da Bonolis si è rivelata una via senza ritorno.
Non fiori ma opere di bene potremmo dire con un vecchio adagio. Peccato che le opere di bene non appartengano a chi deve tutelare il settore fiori e piante, a partire dal Ministero dell'Agricoltura che sta lasciando che il settore crolli inesorabilmente sotto il peso del calo dei consumi, che se colpisce i beni primari, immaginarsi quelli voluttuari! Pare in effetti che dei fiori non freghi nulla a nessuno a partire dall'Amministrazione Comunale di Sanremo che ne dovrebbe fare un proprio vanto, ma anche da varesino devo dire che la "Città Giardino" ormai è rimasta solo nei miei ricordi da bambino!
Opere di bene la Rai le compie solo nei confronti del molleggiato che viene ricoperto di palanche (per dirla alla ligure) per andare a predicare in TV come un santone attempato (e molto rinco) , De Andrè profeticamente cantava, che "si sa che la genta da buoni consigli sentendosi come Gesù ne tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattivo esempio"
L'unico commento che mi viene da fare è di augurare alle persone che hanno potere decisionale in materia, di poter guardare presto i fiori. . . ma dal lato dellle radici!!!

 
http://fioriefoglie.tgcom24.it/wpmu/2012/02/15/festival-nudo-i-fiori-stonano-e-danno-fastidio/

un crack in Cina?

 La notizia è di quelle che fa riflettere ma a mio parere non è troppo lontana dalla realtà.
Scriveva tale Gu Ping nel 2004 sul Quotidiano del Popolo (Renmin Ribao) "In un discorso tenuto negli Stati Uniti,  all’Università di Harvard, il Primo Ministro Wen Jabao ha detto che la Cina costituisce un ampio paese in via di sviluppo che non dovrebbe e non può fare affidamento su paesi stranieri nel suo processo di sviluppo, ma che deve basare le proprie azioni solamente su ciò che è in grado di fare. In altri termini, anche se la Cina si aprisse maggiormente al mondo esterno, essa dovrebbe comunque fare totale e cosciente affidamento sul proprio processo di innovazione delle istituzioni, sul mercato interno che cresce giorno dopo giorno, sul processo di trasformazione dell’enorme quantità di risparmi interni in investimenti, sul miglioramento della levatura della propria gente e dei progressi sul piano scientifico e tecnologico per risolvere i problemi legati all’ambiente ed alle risorse. In questo si manifesta l’essenza della via cinese alla crescita pacifica. . . . .
 . . . . ..Dalla crescita pacifica della Cina trarranno beneficio la pace e la stabilità mondiali. Essa introdurrà maggiori misure di bilanciamento nel quadro mondiale e renderà la comunità internazionale più sicura. Essa arricchirà e diversificherà ulteriormente le culture e le civiltà del mondo, fornendo all’umanità un modello in più ed un altro punto di riferimento culturale, e riempirà la storia delle relazioni internazionali con esempi ulteriori e concreti a dimostrazione del fatto che l’umanità può risolvere i conflitti internazionali, argomento da sempre arduo, attraverso una via pacifica. La crescita pacifica della Cina dimostrerà che un paese arretrato con un’antica cultura tradizionale può raggiungere una modernizzazione con caratteri propri coniugando gli sforzi al buon senso, sorgendo dalle ceneri come la fenice." approfondimento qui
 Secondo voi dopo 8 anni i risultati sono questi? o piuttosto il contrario? Destabilizzazione delle economie dei paesi occidentali, livello di inquinamente ai limiti della tollerabilità, disparità e tensioni sociali, condizioni di lavoro ai limiti dell'umana tolleranza, presenza importante della mafia cinese nelle transazioni internazionali, inflazione e debito pubblico alle stelle . . e altro ancora, ma non è il caso di fare l'elenco perchè tanto sono cose sotto gli occhi di tutti.
Ed ora viene da domandarsi. . .e ancora per quanto? e soprattutto quali potrebbero essere le ricadute sulla nostra già fragile economia?
Andrò a comprarmi una boccia di vetro. . .  magari cinese. . .
  
http://www.china-files.com/page.php?id=14889&utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook


lunedì 13 febbraio 2012

All at once

Povera Whitney, che gran brutta fine! Ricordo con piacere il suo primo disco, allora nell'87 c'erano ancora quelli in vinile perchè i cd erano appena nati e non proprio alla portata di tutti.
Me lo feci registrare da un mio compagno dell'Itis perchè la sua voce mi aveva veramente colpito, bellissime le canzoni, bellissima lei, già era difficile non rimanere affascinati dalla copertina, immaginarsi il resto.
Mi sarei immaginato per lei una carriera fulgida e lunghissima come quella della sua cugina Dionne Warwick, ma evidentemente non è stato così. Non voglio pensare a lei se non legandola a piacevoli emozioni e sensazioni che mi ha regalato in un periodo della mia vita, quello scolastico, che ricordo con un pò di malinconia. Le sue canzoni insieme a quelle di Cristopher Cross erano il momento romantico delle feste di noi ragazzotti in preda all'ormone impazzito. Lei mi mancherà ma le sue canzoni mi faranno sempre tornare con il ricordo ad allora. Kiss Whitney!
Questa la mia canzone preferita
http://www.youtube.com/watch?v=dim1EDPhooM

L'art 18 e il Sen Ichino a Gallarate

Vado sempre malvolentieri agli incontri con i politici, se poi sono i classici inviti a cui non puoi dire di no, ancora peggio. Con il passare del tempo divento sempre più refrattario a certi incontri più o meno istituzionali, non so se per via dell'età o perché mi sto facendo la pelle un po' dura. In questo caso però dopo i salamelecchi di circostanza e qualche sbadiglio, la discussione si è rivelata interessante, nonostante il relatore avesse un approccio di una malcelata sufficienza, di chi si sente investito da una luce divina sentendosi di fatto, l'unico portavoce del “verbo”, quello suo ovviamente!
Persona pacata e competente, il Sen Ichino, parla con un timbro di voce basso, discreto, che lo rende perlomeno ascoltabile,se confrontato con la politica fatta a gran voce dai vari cialtronazzi sulla piazza.
Usa le slides con moderazione, non snocciola dati leggendoli qua e la, ma procede a memoria, con la sicurezza di chi nel suo impegno ci mette passione ed etica, ascolta molto gli altri interlocutori , anche quelli che avrebbero fatto più bella figura a stare zitti, prende nota e risponde puntualmente, in modo pragmatico e circostanziato.
Le idee che lui stesso, ha pubblicato nel suo libro ed ha bene esposto durante la serata, con un linguaggio veramente accessibile a tutti, mi trovano in completa sintonia con lui. Trovo perfettamente inutile avere una miriade di forme contrattuali che tutelano poco o per nulla una grande quantità di lavoratori, soprattutto i più giovani, a scapito di altri super tutelati, come se ci fossero lavoratori di serie A e serie B.
Basterebbe avere più flessibilità ed un sistema alla scandinava che aiuti a reinserire nel lavoro chi, per un motivo oppure un altro, esce dal sistema produttivo; il tutto con un approccio che salvaguardi la persona innanzitutto, l'azienda, che comunque deve farsi carico di una parte di questi costi, e  l'impatto sociale sul sistema economico che oramai  di ammortizzatori sociali non  ne vede più nemmeno con il binocolo.
Parlare di articolo 18, ormai da tempo richiede delle scorte di polizia non indifferenti, ma rimane il fatto che così com'è l'art 18 va rivisto, mi pare poco credibile che per voler tenere un sistema troppo rigido e troppo farraginoso, si lascino le porte chiuse ad un sacco di persone e ad un sacco di aziende che preferiscono delocalizzare altrove le produzioni.
Un giudice del lavoro è in grado lui stesso di valutare se nei confronti di un dipendente vi siano state azioni di discriminazioni, la fiducia nella magistratura la si ha oppure no; pensiamo davvero che nel 2012 l'art 18 così come concepito possa ancora essere applicabile? Possibile che in tutta Europa , dove peraltro la normativa del lavoro non lo prevede, le cose vadano in maniera così catastrofica per i lavoratori dipendenti? O non è che alcune sigle sindacali si siano ancorate a quella discussione perché non hanno altro di meglio da proporre, o perché piuttosto vedono il rischio di perdere i loro contrin?
Bravo Sen Ichino, lei ha un approccio intelligente e misurato che però mi pare di capire non trovi molto spazio in un partito, il suo, che è troppo impegnato nel vendere aria fritta  ai propri elettori, stando saldamente ancorato allo “status quo” partitocratico.
Un peccato davvero,però se non altro, Lei Sen Ichino si è almeno guadagnato la mia stima, che di questi tempi è sempre meglio che nulla nel mondo torbido della politica.
http://www3.varesenews.it/gallarate_malpensa/articolo.php?id=225505

lunedì 6 febbraio 2012

Madonna. . . parliamone!

Madonna.
Su di lei hanno scritto tutto ed il contrario di tutto, che è mediocre, che non è capace di cantare, tantomeno di ballare e allora. . . cos'è che ha reso la signora Ciccone un fenomeno planetario?
Ma qualcuno è veramente convinto che una persona mediocre sarebbe capace di fare tutto quello che ha fatto lei? Anticonformista, provocatrice, icona donna senza pregiudizi e senza scrupoli, gli aggettivi per lei non bastano, bisognerebbe inventarne di nuovi e più altisonanti per essere al pari della sua immagine. Lei rappresenta un industria che muove milioni di dollari, crea e definisce gli standard per gli altri artisti, che per non apparire dei peracottari, se vogliono ambira abuttarsi in una tournee devono rassegnarsi a spendere palate di quattrini per sperare di non apparire mediocri nei confronti dei loro fans. E sempre la signora Ciccone a spostare in su l'asticella, a obbligare lo status quo delle major a darsi una mossa, sarà pure mediocre come cantante ma è geniale come entertainer e come produttrice (e ne ha ben donde). Condiziona la Moda  ed influenza il pubblico ben più delle storiche riviste patinate di glamour. E' essere mediocri questo?
Ma per i signori che la giudicano e la criticano, l'eccellenza dove dovrebbe essere cercata? Essere grandi o grandissimi in un ambito molto ristretto e per un pubblico di nicchia, penso ai cantanti con grandi doti vocali, oppure essere un fenomeno globale che intercetta i gusti e le preferenze delle masse dei vari continenti?
Madonna è grande c'è poco da fare, bisogna farsene una ragione, può piacere o non piacere, ma è l'unica icona Pop sulla piazza, ne parlo da fans più che affezionato, ma anche da imprenditore che la guarda con la grandissima ammirazione di chi è partito con le pezze al . . . . ed ora è in cima ad un impero di milioni di dollari di valore e di fatturato. Bellissimo ed emozionante lo spettacolo del Superbowl, dove è riuscita a fondere in un mix esplosivo, le passioni americane per le Cheerleader, le bande musicali (se non lo avessi visto con i miei occhi non avrei mai immaginato la Lady accomapagnata da una banda!) il techno gospel, il trash (gli Lmfao che sono peraltro geniali pure loro) tutto insieme in un orgia musical-spettacolar-divertente senza paragoni. La scenografia iniziale peraltro sembrava ispirata dall'Aida che Franca Zeffirelli mise in scena una decina di anni fa per i festeggiamenti verdiani al Regio di Parma, incredibile! Bravissima Signora Ciccone, ancora una volta hai fatto centro e ... detto tra noi , sei ancora un gran bel bocconcino!



http://youtu.be/ROkhklj0ZGs

sabato 4 febbraio 2012

Billa Vs MaxiStanda. . che disastro!

La notizia è di quelle che fa riflettere e lascia qualche perplessità. Il fatto che in provincia di Varese la prima vittima delle liberalizzazioni sia uno dei primissimi supermercati aperto negli anni '70, ovvero la ex MaxiStanda di Castellanza (Anno inizio lavori: 1970 | Anno fine lavori: 1972 Progettista: Arch. Tagliapietra - Impresa Morganti - Ing. Baggio), ora sotto le insegne di Billa, mi lascia alquanto perplesso. Non credo di averci mai messo piede in quel posto , ma ricordo da bambino quando a qualche amichetto arrivava il giocattolino nuovo comprato alla "MaxiStanda".Per me che andavo alla Standa di Piazza Europa (quando ancora era una piazza) con mia mamma, l'idea di un qualcosa di più grande e magnifico di quel grande magazzino mi sembrava pura utopia. Un grande magazzino che quindi nasceva per primo, portando l'innovazione delle gallerie francesi, in una provincia succube dell'egemonia milanese (lo è ancora adesso, immaginarsi allora!) appariva come qualcosa di magnifico se non addirittura fiabesco. Come sia possibile che si sia arrivati ad una vera e propria involuzione di quel complesso per me rimane un mistero. Eccellente e strategica collocazione, uno storico di tutto rispetto, una grande insegna di riferimento. . . e poi  . . .le difficoltà, la cessione a Billa e poi la paventata chiusura di oggi. Come al solito vale il vecchio adagio, che "il pesce puzza sempre dalla testa" ovvero sta nella miopia di un dirigenza che non ha saputo o voluto rinnovare un punto vendita strategico lasciandolo abbandonato al proprio destino. Probabilmente in mani italiane sarebbe rimasto più competitivo, il non voler adattare quel posto ai nuovi criteri di vendita che arrivano tanto per cambiare d'oltralpe, è stata una scelta suicida di sicuro non degna dell'imprenditore che la persegue. Adesso che con la liberalizzazione poteva tendenzialmente diventare un killer per una miriade di piccoli esercizi una domanda mi sorge spontanea. Ma non è che la piccola distribuzione invece di essere svantaggiata riesce ad avere dalla sua parte una maggiore adattabilità al mercato e di conseguenza essere lei stessa più competitiva? Possibile che i tedeschi siano stati colti impreparati dalla scelta del nostro Governo e non abbiano predisposto per tempo dei piani di crescita in direzione della Bolkestein? Altri operatori non lo hanno fatto basta vedere Esselunga di Gallarate costruita di 4500 mq e declassata a 2500, nella speranza di una futura liberalizzazione. .. Probabilmente il Sig Caprotti vede più lontano della teutonica dirigenza di Billa. Comunque le mie perplessità rimangono, sono curioso di vedere fra qualche mese come evolve la situazione, intanto mi dispiace per quelle 100 famiglie rimaste a piedi che hanno davanti un destino già segnato, sarà molto difficile infatti che quei dipendenti vengano riassorbiti da un tessuto commerciale che ormai è supersaturo e che ormai ha perso la caratteristica di ammortizzatore sociale che  aveva negli anni 80. La musica è cambiata ormai . . .


http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=224823

giovedì 2 febbraio 2012

Sul posto fisso Monti ha ragione

Detto fra di noi non riesco ancora ad appassionarmi all'operato del Governo Monti, mi sembra sempre di essere su un aereo e di guardare giù quando il cielo è nuvolo, vedi qualcosa, qualche dettaglio, ma non riesci a cogliere la visione di insieme, che è poi quella che ha il significato: Monti non è un comunicatore, ma meglio così, quello di prima era un gran comunicatore e và che casini ha combinato! Meglio qualcuno di "low profile", ma più preparato e pragmatico. E poi basta con quel viavai di ruffiani e cortigiane! La frase di oggi presa singolarmente è decisamente infelice, ma il contenuto del discorso invece sposa in pieno le mie idee. Per avere meritocrazia in Italia bisogna scardinare le "rendite di posizione", bisogna farlo con tutti però non solo con i dipendenti, certo è che da qualche parte bisogna pur cominciare. Io rimango dell'idea che tutelare all'eccesso chi è nel sistema non curandosi di chi ne sta fuori è una distorsione tutta italiana. Vedo decisamente più opportunità per i giovani che potranno trovare una risposta al precariato assoluto di adesso. Se poi pensiamo che si sono liberalizzate le tariffe degli ordini proffessionali, anche i neolaureati potranno una volta per tutte mettersi sulla piazza da subito senza subire il ricatto del praticantato presso gli studi più affermati. Ognuno sarà ben libero di costruirsi la propria clientela ed il proprio successo, sempre se avrà talento e capacità; in questo modo i giovani saranno più motivati nello studio. Se poi pensiamo che chi non vorrà studiare e vorrà avviarsi una azienda propria potrà farlo al costo di un euro. . .beh speriamo che le nubi si dipanino in fretta perchè la visione di insieme potrebbe proprio piacermi. Parola di un ex presidente dei Giovani Imprenditori!


http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/02/02/posto-fisso-monti-ragione/188472/

why?

Pensieri filtrano. Mi piace la comunicazione, mi piacciono i miei due siti, Facebook, mi piace comunicare ed essere interattivo. La comunicazione gestita dagli altri mi piace meno, con questi strumenti potenti di comunicazione voglio sempre essere io a scegliere i contenuti che mi interessano, e sempre io a scegliere i contenuti da condividere. Condividere è crescere, subire l'informazione invece porta all'involuzione. Mi piace il confronto, la comunicazione unidirezionale della Tv non la sopporto più da tempo, e da qualche anno infatti non la guardo più. Mi da noia, non voglio essere plagiato ad uso e consumo del potente di turno; un amico "guru" mi ricorda sempre che al giorno d'oggi serve una "dieta dell'informazione", perchè ne riceviamo troppa, troppo faziosa, troppo costruita. Mi sono abituato a leggere fra le righe, a cogliere dettagli che l'informazione "di regime" (e non è esagerato definirla così), non fa passare. Giornalismo vero, ne vedo sempre meno, Montanelli, Fallaci, Terzani bisogna andare a rileggerli nei loro libri: che firme si vedono ora? Gli editori come "stimolano", ed in che direzione? Meglio i blog allora, meglio tenersi in contatto "keep in touch", con chi semplicemente ha padronanza dei propri neuroni. Questo mio blog è un tentativo di trovare il confronto che porta alla crescita, cercherò di fare del mio meglio . . .cari amici che dite? blogghiamo?

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