giovedì 23 febbraio 2012

il ritorno del Gambadelegn

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Mobilità sostenibile.
La sento in ogni conferenza, la leggo nei piani di governo del territorio, la leggo come priorità nell'operato delle PPAA, ma. . . c'è un ma.
Chi la pensa? Chi la persegue? A parole in tanti ma con i fatti in pochi. Nei due educational tour che ho fatto con Regione  Lombardia anni fa, ho visto come all'estero ci si muova per realizzare e ripristinare le metrotranvie: sono viste come qualcosa di moderno e di attuale per risolvere i problemi della mobilità.
E noi? Noi le avevamo e negli anni 50 le abbiamo dismesse pressochè tutte a vantaggio della mobiltà su gomma, con l'idea di fare un salto in avanti con i comodi (ed inquinantissimi) autobus. Ma chi di noi non si è mai trovato dietro un autobus di linea di quelli extraurbani, quelli che macinano decine di migliaia di km l'anno. Nessuno ha mai gustato quelle belle svaporate di CO2 miste a nafta incombusta, ben miscelate in un fumo nero pece?
Questa è quella che negli anni 50 veniva vista come la modernità, adesso è una pugnalata al cuore. Avevamo in provincia di Varese i tram che collegavano Gallarate, Busto, Legnano, Cassano, Lonate, e ancora, le ferrovie elettriche della Valganna e della Valceresio, per non parlare di linee ferroviare vere e proprie come quella della Valmorea che attraversava la valle Olona il cui tracciato è stato ora in parte recuperato ad uso turistico ed in parte destinato a pista ciclabile.


Ora mi domando e dico, se non sia possibile pensare ad un recupero di questi tracciati per realizzare delle metrotranvie al passo con i tempi, veloci , sicure e soprattutto in grado di muovere grandi masse di persone e lavoratori in modo silenzioso, ecologico ed affidabile.
Il costo grosso che è quello della costruzione del tracciato non c'è, esistono ancora i manufatti sul percorso, ponti, gallerie terrapieni, si tratta di posare un armamento ferroviario nuovo e telecontrollato, in modo che i costi di esercizio rimangano contenuti, e naturalmente di acquistare delel carrozze ad alta capacità, veloci silenziose ed al passo con i tempi.
Non credo si parli di utopia, il costo sempre più elevato dei carburanti per autotrazione e l'inquinamento ci spingono a ripensare tutta la mobilità così com'è adesso. Bici per piccoli percorsi  quotidiani, vie ferrate per quelli un pò più lunghi e l'auto  o il bus per tutti gli altri scopi.
Ricordo inoltre che in Inghilterra, per aprire ad esempio un centro commerciale è indispensabile che lo si possa raggungere con i mezzi pubblici e le ciclabili, e solo in ultima analisi, con l'auto.
E' il nostro modo di ragionare che deve cambiare, ma ciò non è impossibile!

Qui una fotografia dell'esperienza varesina, le linee attive erano le seguenti:
1) Tramvia Legnano-Gallarate (1881-1966)
2) Ferrovia Ponte Tresa-Luino (1885-1948)
3) Tramvia Varese-1a Cappella-Vellone (1895-1953)
4) Ferrovia Varese-Ghirla-Luino (1903-1955)
5) Tramvia Varese-Masnago (1905-1950)
6) Tramvia Varese-Bizozzero (1907-1950)
7) Funicolare Vellone-Sacro Monte (1909-1953)
8) Tramvia Varese-Bobbiate (1909-1950)
9) Funicolare Vellone-Campo dei Fiori (1911-1953)
10) Funicolare Varese-Colle Campigli (1911-1944)
11) Tramvia Varese-Azzate (1911-1949)
12) Tramvia Bisuschio-Viggiù (1912-1951)
13) Tramvia Varese-Angera (1914-1940)
14) Tramvia Molino d'Anna-Cittiglio (1914-1949)
15) Ferrovia Ghirla-Ponte Tresa (1914-1955)
16) Tramvia Varese-Belforte (1916-1950)
17) Tramvia Cassano Magnago-Lonate Pozzolo (1931-1951)


Ps Gamba dé légn era il nome con cui erano comunemente conosciute le vetture tranviarie dell'epoca approfondimento qui



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