sabato 4 febbraio 2012

Billa Vs MaxiStanda. . che disastro!

La notizia è di quelle che fa riflettere e lascia qualche perplessità. Il fatto che in provincia di Varese la prima vittima delle liberalizzazioni sia uno dei primissimi supermercati aperto negli anni '70, ovvero la ex MaxiStanda di Castellanza (Anno inizio lavori: 1970 | Anno fine lavori: 1972 Progettista: Arch. Tagliapietra - Impresa Morganti - Ing. Baggio), ora sotto le insegne di Billa, mi lascia alquanto perplesso. Non credo di averci mai messo piede in quel posto , ma ricordo da bambino quando a qualche amichetto arrivava il giocattolino nuovo comprato alla "MaxiStanda".Per me che andavo alla Standa di Piazza Europa (quando ancora era una piazza) con mia mamma, l'idea di un qualcosa di più grande e magnifico di quel grande magazzino mi sembrava pura utopia. Un grande magazzino che quindi nasceva per primo, portando l'innovazione delle gallerie francesi, in una provincia succube dell'egemonia milanese (lo è ancora adesso, immaginarsi allora!) appariva come qualcosa di magnifico se non addirittura fiabesco. Come sia possibile che si sia arrivati ad una vera e propria involuzione di quel complesso per me rimane un mistero. Eccellente e strategica collocazione, uno storico di tutto rispetto, una grande insegna di riferimento. . . e poi  . . .le difficoltà, la cessione a Billa e poi la paventata chiusura di oggi. Come al solito vale il vecchio adagio, che "il pesce puzza sempre dalla testa" ovvero sta nella miopia di un dirigenza che non ha saputo o voluto rinnovare un punto vendita strategico lasciandolo abbandonato al proprio destino. Probabilmente in mani italiane sarebbe rimasto più competitivo, il non voler adattare quel posto ai nuovi criteri di vendita che arrivano tanto per cambiare d'oltralpe, è stata una scelta suicida di sicuro non degna dell'imprenditore che la persegue. Adesso che con la liberalizzazione poteva tendenzialmente diventare un killer per una miriade di piccoli esercizi una domanda mi sorge spontanea. Ma non è che la piccola distribuzione invece di essere svantaggiata riesce ad avere dalla sua parte una maggiore adattabilità al mercato e di conseguenza essere lei stessa più competitiva? Possibile che i tedeschi siano stati colti impreparati dalla scelta del nostro Governo e non abbiano predisposto per tempo dei piani di crescita in direzione della Bolkestein? Altri operatori non lo hanno fatto basta vedere Esselunga di Gallarate costruita di 4500 mq e declassata a 2500, nella speranza di una futura liberalizzazione. .. Probabilmente il Sig Caprotti vede più lontano della teutonica dirigenza di Billa. Comunque le mie perplessità rimangono, sono curioso di vedere fra qualche mese come evolve la situazione, intanto mi dispiace per quelle 100 famiglie rimaste a piedi che hanno davanti un destino già segnato, sarà molto difficile infatti che quei dipendenti vengano riassorbiti da un tessuto commerciale che ormai è supersaturo e che ormai ha perso la caratteristica di ammortizzatore sociale che  aveva negli anni 80. La musica è cambiata ormai . . .


http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=224823

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