sabato 3 marzo 2012

Lucio

Non posso esimermi dal scrivere anche solo poche righe per il grande Lucio Dalla, appena scomparso.
Il mio ricordo corre al 1987, una calda giornata d'estate, si conclude la mia maturità, faticosamente peraltro perchè avevo perso la passione per lo studio che mi aveva sempre appassionato, ero stufo ed annoiato. Però sapevo che le mie fatiche meritavano un premio e quindi iniziai a tormentare i miei genitori perchè volevo a tutti i costi un gingillo di cui mi ero innamorato perdutamente, il lettore cd, una vera novità che avevo praticamente contemplato in tutti i padiglioni della fiera di Milano, quelli dello storico Sim Salone internazionale della musica.
Così alla fine dovettero cedere e mi regalarono l'oggetto del desiderio, che pure ora custodisco come una reliquia di modernariato.
Ma per una cosa così moderna (ero il primo dei miei amici ad averlo) bisognava metterci dentro della musica con la M maiuscola, qualcosa che valesse veramente la pena di ascoltare.
Cosa meglio di Dallamericaruso quindi? Un cd che colpiva per la perfezione con cui era stato realizzato, per la bellezza della canzone che gli dava il titolo e per la meraviglia delle altre che erano già qualcosa di storico, monumentale e bellissimo: 4/3/43, Anna e Marco (in cui fra l'altro mi riconoscevo), futura, se io fossi un angelo.
Le sue non erano canzoni, ma poesie con la musica, questo faceva la differenza! Te le faceva ricordare, canticchiare, ti rimanevano dentro, allora come adesso.
Quell'ometto buffo, a volte quasi caricaturale, sapeva cogliere nel segno quasi sempre, dico quasi perchè in realtà non tutte le sue canzoni mi piacevano, ma quelle di mio gusto le porto ancora con me e mi fanno compagnia.
"Sol chi non lascia eredità d'affetti,poca gioia ha dell'urna" diceva il Foscolo, ma tu scrivevi musica, e la musica è immortale, le tue canzoni lo saranno e tu con loro. Ciao Lucio



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