martedì 29 maggio 2012

Flipboard e l'informazione



Flipboard, interessante applicazione la trovi qui, è una bella ed utile finestra sul mondo. Come funziona Flipboard? L’app crea una rivista personalizzata con tutto ciò che è stato condiviso con l’utente, dagli aggiornamenti di Facebook alle foto di Instagram, dalle pubblicazioni predilette ai post di Tumblr.
Flipboard può essere riempito con le cose che amate leggere, pubblicazione come Vanity Fair, Focus, Rolling Stone, blog personali, e utilizza Read It Later o Instapaper per il salvataggio degli articoli da leggere in modalità offline.

La cosa bella è che in questi pochi giorni di uso mi sono reso conto grazie a questo praticissimo strumento, di quanto sia diversa la visione dell'Italia e dei nostri problemi, agli occhi dei giornalisti del resto del globo.
Non voglio dire che i nostri giornalisti siano prezzolati, ma certo è che hanno perso di vista (salvo rare eccezioni) quell'indipendenza nel riportare le notizie e soprattutto nel valutarne l'importanza, il tutto con imparzialità.

Ormai da tempo non mi riconosco più nelle priorità che i giornali mi sbattono sul muso nella loro prima pagina, sempre più di frequente le notizie si leggono fra le righe nelle pieghe fra un commento e l'altro.
Non mi piace che il direttore di un giornale decida che per me sia importante un contenuto piuttosto che un altro, anche perchè la sua decisione dipende a doppio filo, dal suo editore.
Inutile dire che acquistando una tal testata si sa già da che parte si va a parare.
Diverso invece se sono i click della rete a dare il polso dell'importanza o meno di una notizia, e a porla quindi in evidenza rispetto ad altre, un approccio parecchio diverso no?

Quindi meglio darsi alla stampa straniera ed aspettare che le cose cambino da noi, che magari qualche editorialista rimanga folgorato sulla via di Damasco, o che qualche editore liberi dal giogo la propria testata (ma chi ci crede!) oppure sperare che qualcuno prima o poi elimini quell'Ordine dei giornalisti di littoria memoria che a mio modesto modo di vedere, non fa bene alla libertà di circolazione delle informazioni e delle idee.
Utopia?
Per intanto affidiamoci alla rete ed ai blog, nella speranza che qualcosa cambi. In meglio , possibilmente.

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