giovedì 26 luglio 2012

Preverdissement, finalmente!


Copio e incollo dal Documento strategico di Regione Lombardia, quello che a mio giudizio rappresenta finalmente un passo in avanti nella tutela del verde.
Spero che l'applicazione di questa norma dia i suoi frutti, ma non ho ragione di dubitarne (dando per scontato che qualcuno la faccia applicare).


ecco il testo originale

 . . . .Un secondo aspetto da mettere in evidenza riguarda la considerazione che, fra le cause del progressivo e apparentemente inarrestabile consumo di suolo, che si produce con la continua espansione delle città a discapito della campagna e in generale delle aree libere, si riconoscono dei fattori di “convenienza”, quali una minore incidenza dei costi nei casi di interventi su aree libere rispetto a quelli sulle aree già edificate, nonchè la relativa facilità con la quale si può procedere ad urbanizzare suolo libero rispetto alle difficoltà, che generalmente si incontrano, nel rigenerare suolo già compromesso. Sul punto, la piena attuazione dei disposti di cui all’art. 43 c 2 bis della l.r. 12/05 ed un rafforzamento delle maggiorazioni dei contributi di costruzione a fronte di sottrazione di suolo agricolo possono progressivamente rendere meno vantaggioso l’uso di aree libere.
Ad oggi persiste un oggettivo vantaggio a “consumare” suolo e risorse a discapito del “recuperare” beni poco utilizzati, inutilizzati o dismessi, che viceversa, attraverso opportuni interventi di riqualificazione, potrebbero offrire un grande contributo alla qualità urbana e al miglioramento delle condizioni dell’ambiente fuori e dentro la città.
La tecnica di “preverdissement”, traducibile con il termine di “piantumazione preventiva,” applicata alle nuove aree di trasformazione ed intesa come operazione di compensazione ecologica quale obbligatoria premessa all’intervento sulle aree di trasformazione stesse, può concorrere a favorire una valutazione di convenienza più complessa da parte degli imprenditori e delle Amministrazioni Comunali mettendo entrambi nelle condizioni di prendere in considerazione il costo aggiuntivo dell’edificazione in aree libere, e quindi a considerare con maggiore attenzione l’intervento sulle aree costruite.
La dimostrazione della validità di questa ipotesi sta nel duplice effetto che il preverdissement è in grado di produrre: modificare l’appetibilità, in termini economici, delle aree libere e di quelle già costruite, e nello stesso tempo migliorare la qualità della città, come effetto diretto (più aree verdi alberate) e indiretto (più edifici riqualificati, ristrutturati, recuperati).
Il preverdissement può quindi essere considerato una “buona pratica” di accompagnamento delle politiche urbane e può implementare la propria efficacia assumendo una dimensione sistemica qualora adottato dalle politiche di Piano, adattandosi ad essere declinato in modo differenziato in relazione alle condizioni specifiche dei diversi contesti territoriali.
Agendo come possibile strumento in grado di incidere anche rispetto al bilancio delle variazioni del valore ecologico indotte dalle trasformazioni urbane, il preverdissement può essere utilizzato sia come strumento autonomo in grado di svolgere funzioni mitigative e di incremento del valore ecologico dei singoli interventi, sia come politica di sistema e fattore da considerare nella stima più generale della compensazione ecologica che accompagna le previsioni di Piano.
Ancora, il preverdissement è una tecnica che antepone la realizzazione di interventi ambientali a quella delle opere con lo scopo di migliorare l’efficacia del loro inserimento nell’ambiente e ridurre le pressioni dovute alle fasi di costruzione ed esercizio.
Allestire una copertura vegetale sulle aree di intervento tenendo conto del futuro progetto e delle interferenze generate, in anticipo rispetto all’avvio dei lavori, consente infatti di poter disporre di una maggiore efficacia del verde nello svolgere le funzioni assegnate; il preverdissement quindi permette una migliore gestione sotto l’aspetto ambientale e paesaggistico “del tempo del progetto”.
Ciò consente anche di disporre di una “dotazione di verde” che è in grado di svolgere alcune funzioni ecologiche di utilità in tempi rapidi eliminando nel contempo gli svantaggi di aree “in abbandono”, in attesa delle trasformazioni edilizie, che connotano spesso il paesaggio urbano.
Infatti la contemporanea sistemazione a verde di molte aree:
  • consente di eliminare tutte le aree di degrado che sono fonte di problemi di varia natura e generano costi;
  • permette di contrastare efficacemente le emissioni in atmosfera con un aumento della produzione di ossigeno;
  • contribuisce ad assorbire le polveri;
  • contribuisce a contrastare la diffusione delle piante allergeniche in ambito urbano;
  • migliora il microclima nella stagione estiva contribuendo ad abbassare le temperature;
  • favorisce il recupero generalizzato delle acque piovane contribuendo al raggiungimento dell’invarianza idrogeologica, diminuendo così i costi di depurazione e la necessità di sovradimensionamento delle fognature.
Poiché questi interventi di valenza ambientale avvengono attraverso la realizzazione di aree boscate si può inoltre sostenere che la valenza ecologica sia accompagnata da un considerevole miglioramento dell’assetto paesistico e che ciò produca un miglioramento della qualità complessiva del sistema urbano, generando progressivamente retroazioni positive e utili anche per innescare nuove forme di sviluppo nella direzione del rinnovo urbano.
Di seguito si esplicita in modo analitico una possibile modalità di impiego del preverdissement nella pianificazione locale (Piano di Governo del Territorio) partendo dal singolo comparto di previsione (Ambito di Trasformazione).
Nel singolo comparto il preverdissement può essere organizzato secondo due possibili tipologie di intervento:
  • una componente di preverdissement temporaneo che è attuata nella porzione di comparto che sarà investita dalle opere previste;
  • una componente di preverdissement definitivo che sarà attuata nella porzione di comparto che non viene interessata dalla trasformazione futura.
La qualificazione e la quantificazione dell’intervento di preverdissement (superfici, tipologie d’intervento eco sistemico) sono definite sulla base della variazione di valore ecologico consumato dalla trasformazione.
Tutto il comparto viene in ogni caso predisposto preventivamente all’avvio dei lavori: le superfici interessate dalle successive opere edificatorie saranno interessate da preverdissement temporaneo, mentre quelle che non lo saranno e quindi destinate a “verde pubblico” saranno oggetto di intervento di preverdissement definitivo.
Il preverdissement temporaneo avrà finalità protettive e/o produttive consentendo di gestire meglio le aree in attesa di trasformazione contrastando il potenziale degrado, fornendo servizi temporanei alla città e riducendo le criticità di attuazione del progetto.
In relazione alla dimensione del comparto ed al tempo (qualora prevedibile) di attesa prima del cantiere, potranno essere individuate tipologie differenti di preverdissement. Questo quindi può assumere caratteristiche varie in funzione delle condizioni specifiche (copertura legnosa, erbacea).
Qualora le dimensioni e i tempi lo consentano questa porzione di superficie del comparto potrà essere piantata con materiale che può avere anche un ruolo economico (biomasse)


Analizzando questa “buona pratica” emergono, a fronte di una relativa facilità di esecuzione, i notevoli vantaggi conseguibili dal punto di vista ambientale sociale ed economico. Infatti il preverdissement:
  • permette un maggiore equilibrio dei costi di intervento tra aree libere ed aree da ristrutturare (e quindi può essere una valida politica che serve a rilanciare il recupero delle aree dismesse e dei centri storici)
  • migliora l’accettazione sociale degli interventi di trasformazione
  • fornisce un forte contributo al rinnovo della città pubblica migliorando la qualità urbana
  • ha costi contenuti ed è di veloce attuazione

La tecnica di piantumazione preventiva delle aree di trasformazione ha quindi ottime caratteristiche per essere proposta ed applicata in tutti i sistemi territoriali, e trova particolare applicazione nella pianificazione dei Comuni appartenenti al sistema territoriale metropolitano.

Ricapitolando le considerazioni già espresse, si può affermare che la tecnica della “piantumazione preventiva”:
  • migliora la qualità degli interventi edilizi e quindi contribuisce al rilancio el mercato immobiliare
  • dal punto di vista operativo è semplice da realizzare, veloce e poco costosa
  • può essere prescritta in tutti gli interventi su aree libere come modalità di riequilibrio ecologico dell’aumento della pressione insediativa
  • il successivo taglio di parte delle essenze arboree non dovrebbe generare proteste in quanto si tratta in realtà di coltivazioni di biomasse da usare per fini energetici
  • con la piantumazione preventiva i Comuni delle aree urbanizzate potrebbero aumentare stabilmente la quantità di aree a verde
  • il miglioramento della qualità urbana è un forte elemento di marketing territoriale che può generare retroazioni positive
  • la ricaduta di questa politica è rapida e generalmente entro due anni di tempo si possono apprezzare gli effetti positivi dell’intervento
è facile creare sinergie positive anche con il mondo agricolo.

lunedì 23 luglio 2012

Santarosa, una garanzia


Ancora una volta Gilberto Santarosa riesce a colpirmi al cuore, stavolta con una bachata (normalmente la detesto) in compagnia di Tito "el Bambino". Bellissima e suadentissima canzone, bella la musica e belli i testi.
Erano almeno dieci anni che non usciva qualcosa di così bello, bravo Gilberto!
L'unica cosa su cui mi cadi sono le camicie. . .ma a tutto c'è rimedio!



[Tito ''El Bambino'']
Estábamos enamorados
Aunque un poco confundidos
Pues porque aun éramos niños
Cuando fuimos al altar
No tenía nada para darte, Solamente un amor puro
Y es que yo estaba seguro, Que a ti te quería amar

Y yo sé que es muy duro en traer al mundo un niño
Pero había mucho cariño para un hijo tuyo darle
Nada malo va a pasarle, te decía constantemente
Lo único que había en mi mente Era una familia crear

[Gilberto Santa Rosa]
Pero el mundo está creado, para hombres maduros y bien educados
Y yo estaba equivocado, ya ves que no basta estar enamorado
Pero no encuentro la solución
Ojala dios bendiga nuestra relación
Compasión compasión

[Hector Acosta ''El Torito'']
Pero el mundo está creado, para hombres maduros y bien educados
Y yo estaba equivocado, ya ves que no basta estar enamorado
Y ahora no encuentro la solución
Ojala dios bendiga nuestra relación
Compasión compasion
[Tito ''El Bambino'']
Estábamos recién salidos de aquel pequeño nido
Que muchos años unidos nuestros padres habían creado
Yo era un poco alocado, fallaba constantemente
Mas lo único en mi mente era una familia crear

Y yo sé que es muy duro en traer al mundo un niño
Pero había mucho cariño para un hijo tuyo darle
Nada malo va a pasarle, te decía constantemente
Lo único que había en mi mente Era una familia crear
[Sentimientos torito]

[Héctor Acosta ''El Torito'']
Pero el mundo está creado, para hombres maduros y bien educados
Y yo estaba equivocado, ya ves que no basta estar enamorado
Y ahora no encuentro la solución
Ojala dios bendiga nuestra relación
Compasión compasión

[Gilberto Santa Rosa]
La experiencia no se hereda ni se inventa
Al amor hay que cuidarlo buscarle la vuelta
Lo que sea amarte
Con insistencia, pero cai preso de la inexperiencia
Pido al señor poder salvar la relación
Que aunque tu creas que no
Tu en mi vida eres la razón
Y que su bendición, nos mantenga juntos
Y conserve la pasión

[Tito ''El Bambino'']
Pero el mundo está creado, para hombres maduros y bien educados
Y yo estaba equivocado, ya ves que no basta estar enamorado
Y ahora no encuentro la solución
Ojala dios bendiga nuestra relación
Compasión compasión


Traduzione in italiano


Tito ‘’El Bambino’’
Eravamo innamorati
anche se un po' confusi
anche perché eravamo bambini
Quando ti accompagnai all'altare
Non avevo niente da darti,
Solamente un amore puro
ma ero sicuro,
Che ti volevo amare

Ed io so che è molto difficile
mettere al mondo un bambino
ma io avevo molto amore
da dare a un figlio tuo
non gli sarebbe successo niente di male,
ti dicevo costantemente
che l'unica cosa che avevo in mente
Era creare una famiglia

Gilberto Santa Rosa
Ma il mondo è stato creato,
per uomini maturi e ben educati
Ed io mi sbagliavo,
ora capisco che non basta essere innamorato
Ma non trovo una soluzione
che dio benedica la nostra relazione
Compassione compassione

Héctor Acosta ‘’El Torito’’
Ma il mondo è stato creato,
per uomini maturi e ben educati
Ed io mi sbagliavo,
ora capisco che non basta essere innamorato
Ma non trovo una soluzione
che dio benedica la nostra relazione
Con passione Con passione

Tito ‘’El Bambino’’
Eravamo appena usciti
da quel piccolo nido
Che per molti anni
i nostri genitori avevano creato
Io ero un po' sconsiderato,
sbagliavo costantemente
Ma l'unica cosa che avevo in mente
era creare una famiglia

Ed io so che è molto difficile
mettere al mondo un bambino
ma io avevo molto amore
da dare a un figlio tuo
non gli sarebbe successo niente di male,
ti dicevo costantemente
che l'unica cosa che avevo in mente
Era creare una famiglia
[Sentimento torito]

Héctor Acosta ‘’El Torito’’
Ma il mondo è stato creato,
per uomini maturi e ben educati
Ed io mi sbagliavo,
ora capisco che non basta essere innamorato
Ma non trovo una soluzione
che dio benedica la nostra relazione
Con passione Con passione

Gilberto Santa Rosa
L'esperienza non si eredita né si inventa
l'amore bisogna curarlo cercargli un svolta
Qualunque essa sia,
amarti Con costanza,
ma caddi prigioniero dell'inesperienza
Chiedo al signore di salvare la nostra relazione
Che, benché tu non lo creda
Tu sei la ragione della mia vita
E che la sua benedizione,
ci mantenga insieme
E conservi la passione

Tito ‘’El Bambino’’
Ma il mondo è stato creato,
per uomini maturi e ben educati
Ed io mi sbagliavo,
ora capisco che non basta essere innamorato
Ma non trovo una soluzione
che dio benedica la nostra relazione
Con passione Con passione

PS Gilberto Santarosa è l'autore di questa che rimane sempre la mia salsa preferita di sempre


domenica 22 luglio 2012

Eleanor Rigby

Chick Corea & Gary Burton - Eleanor Rigby
Una versione che è un capolavoro di bellezza

sabato 21 luglio 2012

Provincie da abolire?

Ancora fumo negli occhi, delusioni continue, una dietro l'altra. Questo governo ormai allo sbando, continua a non portare a casa risultati, dimostrando una scarsa efficacia nelle politiche economiche. 
In compenso pontifica sull'inutile e disserta sul sesso degli angeli.
Avanti, avanti piano, indietro tutta. Forte coi deboli e debole coi forti.
Poi non ci meravigliamo se continua ad aumentare in modo paradossale la tensione sociale, che è l'ultima cosa di cui l'Italia avrebbe bisogno, un continuo gioco al massacro, un continuo smazzare le carte per disorientare l'opinione pubblica, per poi governare nel vuoto istituzionale.
Adesso è il turno delle Provincie, Provincie male assoluto, Provincie che costano troppo, come se questa fosse una priorità assoluta, quando i problemi sono altrove. La macchina politica costa? Bene, allora cominciamo a tagliare dal basso, tutto ciò che rende la vita più facile ed agevole ai cittadini,  via le provincie,e poi via pure i piccoli ospedali (tanto per tagliare qualcosa), quando invece si potrebbero ridefinire i carichi di lavoro di entrambi con meno dispendio di soldi e di energie, e senza dolorosi tagli ai servizi pubblici e senza disorientare i cittadini.
Già adesso nei piccoli ospedali i tempi di attesa sono ridottissimi, per cui invece che sovraccaricare i poli ospedalieri principali, basta che i centri prenotazioni dirottino i pazienti sulle strutture più piccole in modo che rimangano anche in grado di svolgere un efficace presidio del territorio.
Idem per le provincie, togliere una provincia come Varese che è una delle più produttive d'Italia che senso ha? Come si può pensare di buttare in un unico calderone con Como o Monza-Brianza o peggio con Milano, le politiche di un territorio così diverso e così eterogeneo?
Non è una questione di larghezza di vedute, la questione è che si toglie ancora più rappresentatività ai cittadini che sempre di più diventano numeri di una massa.
Mai c'è stata una distanza siderale come ora, fra Stato e cittadini, e quel gap invece di colmarlo lo si vuole allargare, ma che senso ha??
Immaginiamo poi la rivoluzione degli enti, delle Camere di commercio; allontanare le istituzioni dai cittadini, anche fisicamente è una pessima idea, casomai meglio ridefinire le competenze di Regioni e Provincie per evitare duplicazioni , alleggerendo le une e le altre.
La mia impressione è che questa sia una ennesima manovra per gettare fumo negli occhi al popolo, per distrarlo dal fatto che abbiamo la più alta pressione fiscale d'Europa, i più alti sperperi di denari pubblici (vedi Tav e F35), il più alto costo mondiale di una macchina parlamentare che ormai non legifera più ma fa copia/incolla delle direttive europee, e in ultimo, ma non ultimo, per mascherare i fallimenti che il Direttorio dei Professori sta incassando di continuo sulle piazze finanziarie europee e nei rapporti con la Bce.
Prof Monti, per usare dei termini che lei conosce bene . . . è declassato a CCC!

martedì 17 luglio 2012

Crisi e consumi


Pubblico qui qualche dato che ha poco bisogno di commenti circa l'attuale congiuntura economica italiana e relativo calo dei consumi.Questi sono i dati da me presentati ieri sera in Cda.
Dalla ricerca compiuta da Censis per Confcommercio si evince che Meno del 10% delle famiglie è riuscito a risparmiare, nel corso degli ultimi sei mesi, una parte delle entrate familiari; era il 28% a metà del 2011. Si diffonde sempre di più la sensazione di spendere tutto o quasi tutto ciò che si guadagna: è di questa opinione quasi l’80% delle famiglie contattate ed era il 53% a metà del 2011.
In questo contesto di incertezza si diffonde un atteggiamento di moderazione e di contenimento delle spese: l’87% delle famiglie contattate ha riorganizzato le spese alimentari optando sempre più frequentemente per le offerte speciali e prodotti meno costosi, il 78% riduce pranzi e cene fuori casa, il 63% ha ridotto gli spostamenti in auto o scooter per cercare di risparmiare sul consumo di benzina, il 40% ha rinunciato alle spese per abbigliamento e calzature. Il quadro che emerge non è quello di un Paese impoverito, ma più oculato nelle spese, il che ovviamente non aiuta ad uscire dalla spirale di bassa crescita in cui il Paese si trova da lungo tempo.



l’Istat indica, che nel terzo e quarto trimestre del 2011 (ultimi dati disponibili) l’incremento, in termini congiunturali, dei consumi delle famiglie a prezzi correnti è stato rispettivamente dell’1,5% e dell’1,1%, ma in termini reali la variazione è stata opposta, ovvero, pari a -0,4% ed -1,2%. L’incremento dei consumi è, dunque, tutto fittizio, sostenuto dalla dinamica inflazionistica, il che sottolinea un quadro sempre più problematico.





Per i prossimi mesi le previsioni di consumo non rivelano nessun segnale incoraggiante di ripresa e di crescita. Per le principali voci di spesa prevalgono i rinvii. In particolare, il 14% degli intervistati procrastina per il momento le spese per interventi di ristrutturazione della casa mentre il 5,3% darà seguito a breve a tale spesa, l’8,4% rinvia l’acquisto di uno o più elettrodomestici mentre solo il 2,8% effettuerà l’acquisto, il 5,9% rinvia l’acquisto di mobili per la casa mentre solo l’1,4% effettuerà tale acquisto
E come si comportano di conseguenza gli italiani?


L'inquietante dato del Pil
Osserviamo il dato del Pil che dopo la crisi della 2^ Guerra Mondiale si impenna per svariati lustri, fino poi a iniziare a scendere nei cosiddetti anni di piombo; ma se allora dopo la crisi c'era da ricostruire la nazione e quindi il Pil non poteva che crescere, ora invece che siamo nel pieno dell'era dei consumi, dove le famiglie hanno di tutto e di più e sono pure indebitate per il futuro, il Pil secondo voi come potrà riprendere a salire? E in che entità?
Concludo con un dato significativo di questa interessante ricerca, ovvero come vedono il futuro gli italiani? Beh direi come lo vedo io, ovvero con una classe dirigente incompetente!







Del debito pubblico

Interessantissima lezione di Oscar Giannino, offre un sacco di spunti di riflessione.





lunedì 9 luglio 2012

Il Guardian e la nostra musica

Da grande fruitore di musica di ogni tipo e genere, non potevo non imbattermi con grande interesse in questo articolo del Guardian che fa una interessante riflessione sulla musica italiana degli ultimi decenni.
Il valutare le cose dall'esterno, senza gli stereotipi tipicamente italico/mediterranei, ci rende una fotografia del nostro panorama musicale ben diversa da quella cui ci ha abituati la stampa nostrana.
Ci rendiamo così conto che la genialità non è un patrimonio unico ed inequivocabile degli storici cantautori italiani, ma saltano fuori nomi che alle nuove generazioni sono praticamente sconosciuti.
Moroder, Eddy Huntington, Valerie Dore, Livin Joy, Paola e Chiara , oltre ai soliti Battisti, Celentano e compagnia cantante.
Fantastico il commento su PRISENCOLINENSINAINCIUSOL (1974) "Impermeabile ai cambiamenti di umore del pubblico, la posizione di Adriano Celentano come un icona nazionale non è mai stata messa in dubbio, in qualsiasi momento nel corso degli ultimi sei decenni. Una delle prime stelle a portare il rock'n'roll in Italia, famosissimo a livello internazionale per il notevole Stomp di Prisencolinensinainciusol. Progettato per suonare come l'inglese-americano fa, a persone che non parlano quella lingua, le parti vocali sono una sfilza di caratteri incomprensibili dall'inizio alla fine, tanto da metterli in una categoria simile alla gran parte del lavoro di Bob Dylan degli anni '80 in poi (io direi che suonano molto simili al Gramelot del Nobel Dario Fo). Accompagnato da  Raffaella Carrà , il suo video qui pubblicato del 1974 su Rai Uno, è uno degli spettacoli televisivi più perfettamente eseguiti che abbiate mai visto"


"Dallo Swing degli anni '50 fino all'attuale ondata di Euro-house, il DNA italiano corre in tutta la storia del pop contemporaneo."
Insomma vi invito a leggere l'articolo originale (che merita) e ad ascoltare le 10 tracce selezionate dal Guardian a sostegno di questa tesi.
La musica che vi ha accompagnato in tutti questi anni non vi sembrerà più la stessa.

Povera Scala

Erano anni che aspettavo di leggere questo articolo ed ora è arrivato!
Per chi si domandava anni fa quale potesse essere il motivo della cacciata del Maestro Muti da Milano, la risposta sta qui. . .ed è tutta da leggere!
Cacciare un artista di altissimo livello per sostituirlo con un sovrintendente di "qualificate capacità artistiche", poteva sembrare una cosa senza senso.
Quale istituzione mondiale, caccia un Artista per sostituirlo con un funzionario?? Agli stranieri sarà sembrato incredibile, non certo agli italiani che sono abituati a valzer di poltrone di nomina politica. . .
Ed ora? l'Italia deve tirare la cinghia, i Teatri devono tirare la cinghia, tenere in piedi con grandissima fatica cartelloni ed orchestre,e qui che si fa? Stipendi d'oro al sovrintendente e calci in culo alle maestranze???
Io sarei per l'esatto contrario; da spettatore ed appassionato scaligero, sono indignato da queste notizie.
Non posso che provare vergogna per una città che ha lottizzato il più importante Teatro del mondo, ne ha cacciato il Maestro per delle "magnifiche sorti e progressive" che non si sono viste nemmeno con il binocolo in questi anni.
Ricordo ancora le parole e le critiche di Sergio Escobar, durante un aperitivo all'Aice di Milano in cui egli sottolineava che  " “Mettersi sotto la bandiera sbagliata”, questo è il modo per capire l’evoluzione del nostro mondo globalizzato dove “l’identità di un popolo non è una fotografia ma un racconto”, dinamismo, curiosità, continua ricerca, anche alla luce del fatto che le ultime grandi scoperte della scienza non avvengono più da tempo al centro delle discipline ma all’intersezione di esse,ecco perché cultura ed economia vanno a braccetto" . Un Escobar che si accese come un cerino di fronte alla mia osservazione che forse la Scala rischiava in virtù di una pessima decisione politica , una involuzione che le avrebbe fatto perdere il podio di tempio mondiale dell'arte.
Qui più che cultura ed economia, a braccetto sono andati la politica e gli interessi privati di qualcuno e non certo del Teatro.
Beh sono passati sei anni da allora e la frase “Mettersi sotto la bandiera sbagliata” è quantomai attuale alla luce dei fatti.
Per dirla in milanese, Pisapia, Escobar. . . " andè a ciapà i ratt!!"

domenica 1 luglio 2012

io e l'acqua





Guardo e riguardo questa foto e ancora non ne sono convinto.
Il fatto che fino a circa 5 anni fa avessi una folle fobìa dell'acqua, sembra un ricordo lontanissimo nel tempo.
Avvicinarmi al nuoto mi è servito, mi è servito a vincere la mia paura, a darmi un obiettivo e a raggiungerlo; non mi ero mai posto il problema di quanto ci avrei messo, ma dovevo arrivarci in un modo o nell'altro.
Strano sport il nuoto, i progressi arrivano piano e quando meno te li aspetti, tu sai solo una cosa, che devi essere tenace e costante, non devi scoraggiarti mai (anche quando sarebbe lecito), che devi faticare e tanto, che il silenzio ed il rumore delle bollicine d'aria devono diventare l'unica tua compagnia mentre allunghi il tuo corpo alla ricerca di quel centimetro in più di acqua che ti fa "rendere" la remata.
E' un cambio di filosofia, il "tutto e subito" non esiste, esiste solo la costanza e la tenacia. . .ed il fiato naturalmente!
Riguardo questa foto e penso ai miei 5 anni in vasca, 4 giorni alla settimana, cercando di raggiungere il mio obiettivo. Rivedo il paziente Matteo, che mi consiglia, poi Elena, infine Roby, che a febbraio raccoglie il guanto di sfida e mi promette che per giugno ce la potrò fare!
Adesso mi godo solo la felicità di esserci riuscito (per me è molto); oggi è stata una grandissima emozione passare a fianco dell'isola di San Giulio, vedere quel magnifico posto da una angolatura insolita, fra un flutto e  una bracciata, per poi ravvisare le boe del traguardo di Orta e spingere, spingere sempre di più con le bracciate, nuotando come un pazzo tanto da dimenticarsi la fatica, verso un obiettivo tanto desiderato, per poi arrivare e trovare una mano che ti cerca e che ti dice "bravo".
Direte che mi accontento di poco, ma io ora sono felice, felice di avere vinto una sfida per me all'apparenza impossibile.
Ho imparato molto da questa esperienza e ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato.
Sulla maglietta che mi hanno dato c'è scritto "Come il lago, così è la vita, ci vuole forza, coraggio e fatica"
Se nella vita avete paura di qualcosa. . . corretegli incontro. . .potreste avere una sorpresa!

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