martedì 17 luglio 2012

Crisi e consumi


Pubblico qui qualche dato che ha poco bisogno di commenti circa l'attuale congiuntura economica italiana e relativo calo dei consumi.Questi sono i dati da me presentati ieri sera in Cda.
Dalla ricerca compiuta da Censis per Confcommercio si evince che Meno del 10% delle famiglie è riuscito a risparmiare, nel corso degli ultimi sei mesi, una parte delle entrate familiari; era il 28% a metà del 2011. Si diffonde sempre di più la sensazione di spendere tutto o quasi tutto ciò che si guadagna: è di questa opinione quasi l’80% delle famiglie contattate ed era il 53% a metà del 2011.
In questo contesto di incertezza si diffonde un atteggiamento di moderazione e di contenimento delle spese: l’87% delle famiglie contattate ha riorganizzato le spese alimentari optando sempre più frequentemente per le offerte speciali e prodotti meno costosi, il 78% riduce pranzi e cene fuori casa, il 63% ha ridotto gli spostamenti in auto o scooter per cercare di risparmiare sul consumo di benzina, il 40% ha rinunciato alle spese per abbigliamento e calzature. Il quadro che emerge non è quello di un Paese impoverito, ma più oculato nelle spese, il che ovviamente non aiuta ad uscire dalla spirale di bassa crescita in cui il Paese si trova da lungo tempo.



l’Istat indica, che nel terzo e quarto trimestre del 2011 (ultimi dati disponibili) l’incremento, in termini congiunturali, dei consumi delle famiglie a prezzi correnti è stato rispettivamente dell’1,5% e dell’1,1%, ma in termini reali la variazione è stata opposta, ovvero, pari a -0,4% ed -1,2%. L’incremento dei consumi è, dunque, tutto fittizio, sostenuto dalla dinamica inflazionistica, il che sottolinea un quadro sempre più problematico.





Per i prossimi mesi le previsioni di consumo non rivelano nessun segnale incoraggiante di ripresa e di crescita. Per le principali voci di spesa prevalgono i rinvii. In particolare, il 14% degli intervistati procrastina per il momento le spese per interventi di ristrutturazione della casa mentre il 5,3% darà seguito a breve a tale spesa, l’8,4% rinvia l’acquisto di uno o più elettrodomestici mentre solo il 2,8% effettuerà l’acquisto, il 5,9% rinvia l’acquisto di mobili per la casa mentre solo l’1,4% effettuerà tale acquisto
E come si comportano di conseguenza gli italiani?


L'inquietante dato del Pil
Osserviamo il dato del Pil che dopo la crisi della 2^ Guerra Mondiale si impenna per svariati lustri, fino poi a iniziare a scendere nei cosiddetti anni di piombo; ma se allora dopo la crisi c'era da ricostruire la nazione e quindi il Pil non poteva che crescere, ora invece che siamo nel pieno dell'era dei consumi, dove le famiglie hanno di tutto e di più e sono pure indebitate per il futuro, il Pil secondo voi come potrà riprendere a salire? E in che entità?
Concludo con un dato significativo di questa interessante ricerca, ovvero come vedono il futuro gli italiani? Beh direi come lo vedo io, ovvero con una classe dirigente incompetente!







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