lunedì 9 luglio 2012

Povera Scala

Erano anni che aspettavo di leggere questo articolo ed ora è arrivato!
Per chi si domandava anni fa quale potesse essere il motivo della cacciata del Maestro Muti da Milano, la risposta sta qui. . .ed è tutta da leggere!
Cacciare un artista di altissimo livello per sostituirlo con un sovrintendente di "qualificate capacità artistiche", poteva sembrare una cosa senza senso.
Quale istituzione mondiale, caccia un Artista per sostituirlo con un funzionario?? Agli stranieri sarà sembrato incredibile, non certo agli italiani che sono abituati a valzer di poltrone di nomina politica. . .
Ed ora? l'Italia deve tirare la cinghia, i Teatri devono tirare la cinghia, tenere in piedi con grandissima fatica cartelloni ed orchestre,e qui che si fa? Stipendi d'oro al sovrintendente e calci in culo alle maestranze???
Io sarei per l'esatto contrario; da spettatore ed appassionato scaligero, sono indignato da queste notizie.
Non posso che provare vergogna per una città che ha lottizzato il più importante Teatro del mondo, ne ha cacciato il Maestro per delle "magnifiche sorti e progressive" che non si sono viste nemmeno con il binocolo in questi anni.
Ricordo ancora le parole e le critiche di Sergio Escobar, durante un aperitivo all'Aice di Milano in cui egli sottolineava che  " “Mettersi sotto la bandiera sbagliata”, questo è il modo per capire l’evoluzione del nostro mondo globalizzato dove “l’identità di un popolo non è una fotografia ma un racconto”, dinamismo, curiosità, continua ricerca, anche alla luce del fatto che le ultime grandi scoperte della scienza non avvengono più da tempo al centro delle discipline ma all’intersezione di esse,ecco perché cultura ed economia vanno a braccetto" . Un Escobar che si accese come un cerino di fronte alla mia osservazione che forse la Scala rischiava in virtù di una pessima decisione politica , una involuzione che le avrebbe fatto perdere il podio di tempio mondiale dell'arte.
Qui più che cultura ed economia, a braccetto sono andati la politica e gli interessi privati di qualcuno e non certo del Teatro.
Beh sono passati sei anni da allora e la frase “Mettersi sotto la bandiera sbagliata” è quantomai attuale alla luce dei fatti.
Per dirla in milanese, Pisapia, Escobar. . . " andè a ciapà i ratt!!"

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