sabato 21 luglio 2012

Provincie da abolire?

Ancora fumo negli occhi, delusioni continue, una dietro l'altra. Questo governo ormai allo sbando, continua a non portare a casa risultati, dimostrando una scarsa efficacia nelle politiche economiche. 
In compenso pontifica sull'inutile e disserta sul sesso degli angeli.
Avanti, avanti piano, indietro tutta. Forte coi deboli e debole coi forti.
Poi non ci meravigliamo se continua ad aumentare in modo paradossale la tensione sociale, che è l'ultima cosa di cui l'Italia avrebbe bisogno, un continuo gioco al massacro, un continuo smazzare le carte per disorientare l'opinione pubblica, per poi governare nel vuoto istituzionale.
Adesso è il turno delle Provincie, Provincie male assoluto, Provincie che costano troppo, come se questa fosse una priorità assoluta, quando i problemi sono altrove. La macchina politica costa? Bene, allora cominciamo a tagliare dal basso, tutto ciò che rende la vita più facile ed agevole ai cittadini,  via le provincie,e poi via pure i piccoli ospedali (tanto per tagliare qualcosa), quando invece si potrebbero ridefinire i carichi di lavoro di entrambi con meno dispendio di soldi e di energie, e senza dolorosi tagli ai servizi pubblici e senza disorientare i cittadini.
Già adesso nei piccoli ospedali i tempi di attesa sono ridottissimi, per cui invece che sovraccaricare i poli ospedalieri principali, basta che i centri prenotazioni dirottino i pazienti sulle strutture più piccole in modo che rimangano anche in grado di svolgere un efficace presidio del territorio.
Idem per le provincie, togliere una provincia come Varese che è una delle più produttive d'Italia che senso ha? Come si può pensare di buttare in un unico calderone con Como o Monza-Brianza o peggio con Milano, le politiche di un territorio così diverso e così eterogeneo?
Non è una questione di larghezza di vedute, la questione è che si toglie ancora più rappresentatività ai cittadini che sempre di più diventano numeri di una massa.
Mai c'è stata una distanza siderale come ora, fra Stato e cittadini, e quel gap invece di colmarlo lo si vuole allargare, ma che senso ha??
Immaginiamo poi la rivoluzione degli enti, delle Camere di commercio; allontanare le istituzioni dai cittadini, anche fisicamente è una pessima idea, casomai meglio ridefinire le competenze di Regioni e Provincie per evitare duplicazioni , alleggerendo le une e le altre.
La mia impressione è che questa sia una ennesima manovra per gettare fumo negli occhi al popolo, per distrarlo dal fatto che abbiamo la più alta pressione fiscale d'Europa, i più alti sperperi di denari pubblici (vedi Tav e F35), il più alto costo mondiale di una macchina parlamentare che ormai non legifera più ma fa copia/incolla delle direttive europee, e in ultimo, ma non ultimo, per mascherare i fallimenti che il Direttorio dei Professori sta incassando di continuo sulle piazze finanziarie europee e nei rapporti con la Bce.
Prof Monti, per usare dei termini che lei conosce bene . . . è declassato a CCC!

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