domenica 5 agosto 2012

La generazione perduta

Nell'ormai nauseabondo e decomposto panorama politico italiano, c'è sempre spazio per qualche "perla". Dopo nani e ballerine, maitresse stagiste e igieniste dentali, travestiti, cocainomani e via discorrendo, l'italico suolo ora ha prodotto anche la quintessenza del cinismo più becero. Perché a quanto pare di un cinico se ne sentiva proprio il bisogno. . .
Beh ora ce lo abbiamo e possiamo gioire di questo.
Non credo sia necessario ricordare chi è, perché interferisce in ogni nostra giornata, regalandoci qualche nuovo balzello, qualche nuovo taglio, e soprattutto, qualche nuova "perla".
In una delle sue ultime "illuminate" (e spocchiose aggiungo io) interviste, a domanda risponde:
"Che messaggio si sente di dare a quei 30-40enni italiani che sono in grande difficoltà, a coloro che sono stati definiti la "generazione perduta" in termini di mancato inserimento nel mondo del lavoro?"
Le risposte corrette l'Italia avrebbe dovuto darle dieci, venti anni fa, gestendo in modo diverso la politica economica, pensando di più al futuro e un po' meno all'immediato presente. Alcide De Gasperi diceva che il politico pensa alle prossime elezioni, mentre l'uomo di Stato pensa alle prossime generazioni. Lo sottoscrivo. Quindi la verità, purtroppo non bella da dire, è che messaggi di speranza - nel senso della trasformazione e del miglioramento del sistema - possono essere dati ai giovani che verranno tra qualche anno. Ma esiste un aspetto di "generazione perduta", purtroppo. Si può cercare di ridurre al minimo i danni, di trovare formule compensative di appoggio, ma più che attenuare il fenomeno con parole buone, credo che chi in qualche modo partecipa alle decisioni pubbliche debba guardare alla crudezza di questo fenomeno e dire: facciamo il possibile per limitare i danni alla "generazione perduta", ma soprattutto impegniamoci seriamente a non ripetere gli errori del passato, a non crearne altre, di "generazioni perdute".
E tante grazie , aggiungerei io, in momenti di crisi degli stimoli aiutano no?
Metto qualche link di approfondimento giusto per vedere come non solo il sottoscritto abbia preso male questa affermazione improvvida, qui Matteo Pascoletti  , qui Silvia Surano, qui Stefano Epifani ,qui Roberto Felter blogger anche loro come me.
Certo è che se è vero, che fino adesso ho avuto qualche remora nel trattenermi dal censurare in maniera più o meno garbata, qualche politico o dirigente attempato, di sicuro adesso limiti non me ne porrò più.
Dopo la sparata a suo tempo sui bamboccioni da parte di Padoa Schioppa (altro cinico, poi per fortuna nostra schioppato) nel 2007, dopo la ramanzina (in parte condivisibile però) del Professore sul posto fisso definito "monotono", la mia generazione , giunti a questo punto, potrebbe anche una volta per tutte ribellarsi a queste sparate per scalzare definitivamente una classe dirigente, perlopiù sessantottina, che ha dimostrato che gli "ideali" tanto sbandierati durante le proteste universitarie, col tempo e con l'età, sono finiti sotto i piedi, razzolando ben peggio di coloro che ai tempi criticavano!
Senza scomodare De Gasperi, che distingueva bene la figura del politico con quella dello statista, mi piace l'idea di alcuni "giovani" che, sono passati all'azione "illico et immediato", ed hanno pensato di scrivere Il Manifesto della Generazione Perduta
Una idea che condivido e che faccio mia da subito,che deve essere uno stimolo alla mia generazione per liberarsi energicamente e soprattutto velocemente, di una classe politica e dirigente che sta dando veramente il peggio di se.
Non c'è più tempo. . .bisogna agire!!

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...