mercoledì 19 settembre 2012

i Brùsa Balùni da Galarà

La simpatica idea del mio amico Cesare che sabato sera ha rievocato simpaticamente un vecchio episodio della storia gallaratese (qui documentato) mi offre l'opportunità di spiegare ai non gallaratesi come abbiamo fatto secoli fa a meritarci questo soprannome.
Correva l'anno 1784, quando a febbraio dalla piazza Pasquè (ora piazza Garibaldi) degli ardimentosi fecero librare in volo un pallone aerostatico vuoto.
Forti di questo successo, i miei concittadini vollero ripetere il gesto ma stavolta in brughiera, davanti a un numeroso pubblico.
Sfortuna (o imperizia) volle, che il pallone stavolta si incendiò fra il  pubblico ludibrio, e fu così che i bostocchi iniziarono a prendere in giro i gallaratesi bollandoli come i "brùsa Balùni" (incendia palloni).
Per metterci una pezza allora nel 1791 si fece un altro esperimento e giusto per non smentire i bustocchi, anche questo pallone si incendiò nei pressi del campanile di San Francesco.
Nel 1865 invece nel velodromo della SGG, un arditissimo Cirillo Steffanini, fece il funambolo appeso ad un trapezio legato alla mongolfiera
Questa foto invece, risale al 9 febbraio 1908, quando dalla caserma di Viale Milano, tali Erminio Florio e Riccardo Lacroix, l'uno conduttore, l'altro passeggero partirono in mongolfiera atterrando felicemente a Vercelli. Essendo uno spettacolo raro a ripetersi, il pubblico per presenziare, pagò una lira di biglietto, fra i venduti poi si sorteggiò un automobile che vinse un tale Filippini.
Chissà adesso quando sarà la prossima sfida?

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