mercoledì 26 settembre 2012

Les Iles Borromees

Adoro le Isole Borromee, l'isola Bella in particolare; giardini bellissimi che per le loro caratteristiche sono fra i miei preferiti al mondo: bellissimi di progettazione, arditissimi di realizzazione (per l'epoca) colpiscono per le loro terrazze affacciate sul punto più bello del lago Maggiore e per la ricchezza delle specie presenti. Una vera meraviglia da vedere insomma! Clicca sulla foto per andare alla galleria di immagini

Isole Borromee Stresa


Le foto sono state scattate qualche giorno prima della tromba d'aria che si è abbattuta sul Verbano provocando disastri e la distruzione quasi completa del bellissimo giardino di Villa Taranto a Pallanza.
Articolo qui


Quando Vitaliano VI Borromeo iniziò nel 1632 la costruzione del palazzo e dei giardini che le danno tuttora fama, l'Isola Bella altro non era che un lembo di terra e roccia abitata da pescatori. Palazzo e giardini furono concepiti come un'unica entità e l'isola prese così la forma di un immaginario vascello con la villa a prua e il giardino a poppa. Nella grande e maestosa dimora dei Borromeo un susseguirsi di sale arredate, con arazzi, mobili, statue, dipinti, stucchi porta alla frescura delle famose grotte a mosaico. 

Tele di noti artisti tra i quali il pittore napoletano Luca Giordano (1632-1705), il toscano Francesco Zuccarelli (1702-1788) e il fiammingo Pieter Mulier detto il Tempesta (1637 ca.-1701), occupano le pareti di eleganti e raffinati ambienti insieme a mobili di gran pregio, marmi, stucchi neoclassici, sculture e arazzi di produzione fiamminga del XV secolo.

Di grande interesse storico sono la Sala della Musica dove, nell'aprile 1935, si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea e la Sala di Napoleone che qui soggiornò accompagnato da Giuseppina Beauharnais (1797).
Terminata la visita alla dimora, si accede in quello che è considerato il più splendido e grandioso esempio di giardino barocco all'italiana. Molte le specie vegetali anche di provenienza esotica, tra le quali si aggirano in libertà pavoni bianchi dall'incantevole piumaggio.

Articolato in dieci terrazze digradanti, è abbellito da vasche, fontane, prospettive architettoniche e una moltitudine di statue risalenti alla seconda metà del Seicento rappresentanti personificazioni di fiumi, stagioni e venti.
 Costruito in tempi diversi, è comunque un insieme coerente di forma piramidale che culmina nella grande statua del Liocorno cavalcato da Amore.
Molti di questi "ambienti" sono delimitati da muraglie e balaustre sulle quali ancor oggi si intuiscono i punti da cui sgorgavano zampilli, fontane, cascatelle e giochi d'acqua.
Il clima, particolarmente mite, ha permesso la crescita di una vegetazione ricca di varietà e specie che qui hanno trovato il loro habitat. Fra azalee e rododendri, spalliere di pompelmi e arance amare, orchidee e piante carnivore, spicca la sagoma di un grosso canforo di più di duecento anni. Le piante esotiche vengono riposte durante la stagione invernale nella serra ottocentesca, inserita nel percorso di visita. Le rifiniture ricorrenti da marzo a settembre non lasciano mai il giardino privo di fascino e di colore. 
Qui il set completo

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