giovedì 4 ottobre 2012

Il Vangelo secondo Gesù Cristo

Uno dei miei libri preferiti è sicuramente  "Il Vangelo secondo Gesù Cristo" di Jose Saramago, Nobel 1998.

Si può essere credenti o non credenti, certo è che il Gesù che ne scaturisce, è davvero tanto simile a noi con i nostri pregi e le nostre debolezze; mi risulta tanto tanto più simpatico e vicino di quanto non ce lo racconti la Bibbia, il fatto poi che il libro sia un romanzo poco importa, un ateo potrebbe ribattere che anche la Bibbia potrebbe esserlo.

José Saramago 2Forse, se fosse stato ancora vivo, lo scrittore portoghese avrebbe ripetuto le parole che pronunciò sul brasiliano “O Globo” dopo l’ennesimo attacco della Santa Sede al suo Vangelo: «Il Vaticano non deve pronunciarsi sui meriti letterari di chicchessia. Io non appartengo alla Chiesa, non sono credente, il mio lavoro è il mio lavoro. Ci sono molte cose delle quali il Vaticano dovrebbe preoccuparsi. Cose per le quali potrebbe avere un’azione benefica, e invece non ne ha nessuna». E specificò di non criticare il credo o la fede, ma «l’amministrazione della fede». 

“Il Vangelo secondo Gesù Cristo” – definito a suo tempo dalla rivista del gesuiti “Civiltà cattolica” un libro kitsch – partiva dall’assunto dell’inesistenza di Dio e che «la sua invenzione» fosse parte «della follia umana, quella follia che nel mondo aumenta ogni giorno e fa dell’uomo l’unico essere irrazionale della terra, l’unico che usa la ragione per fare il lavoro della morte». «La storia della religione – spiegò lo scrittore motivando il libro – è una storia di sofferenza e anche se si parla di Dio per il suo amore e la sua misericordia, nel suo nome gli uomini hanno negato ogni amore e compassione: questo volevo raccontare nel “Vangelo secondo Gesù”», e se tutto quello che non ripete il dogma dei cattolici è una bestemmia, allora questo libro è senza dubbio blasfemo». 

Il libro, liberamente ispirato alla sua vita, descriveva Cristo come un uomo sensibile pieno di debolezze – tra le quali l’attrazione carnale per Maria Maddalena – e di virtù che non riesce a gestire in piena autonomia. Il mite Gesù è contrapposto da Saramago a Dio, suo padre per «improvvisi bisogni sessuali», un vero e proprio pazzo sanguinario alleato del Diavolo che usa l’inconsapevole figlio per accrescere il proprio potere sulla terra. 


. . . . .donne nude e mostri spaventosi, creature aberranti, lussuria e paura, ecco le armi con cui il Demonio tenta le povere vite degli uomini . . . .mi sono limitato a prendere ciò che Dion non ha voluto,la carne.con la sua gioia e la sua tristezza, la gioventu e la vecchiaia, la freschezza ed il marciume,non è vero che la paura sia una mia arma,non ricordo di essere stato io ad inventare il peccato ed il suo castigo, e la paura che lo accompanga sempre. Taci disse Dio spazientito,il peccato ed il Diavolo sono i due nomi della stessa cosa, che cosa, domandò Gesù?, la mia assenza,e l'assenza di te, a che cosa si deve, al fatto che ti sia ritirato tu o che si siano allontananti da te; Io non mi ritiro mai, ma consenti che ti abbandonino, Chi mi abbandona mi cerca, e se non ti trovala colpa ormai si sa è del Diavolo. . . .

Quest'ultimo paragrafo l'ho tratto dalla discussione che hanno Dio Padre, Gesù ed il Diavolo sulla barca nel lago di Tiberiade, giusto per fare capire quanto sia avvincente il testo; per quanto la scrittura di Saramago non sia semplice da intendersi poiché usa solo punti e virgole  per separare le frasi dette dell'uno o dall'altro, il tutto in lunghissimi periodi.  Ciò richiede una altissima concentrazione durante la lettura, ma le pagine di questo dialogo,  da sole valgono il Nobel che l'autore si è meritato.
Lascio ancora qualche aforisma tratto dal libro per convincervi ancora di più alla lettura



Il Bene e il Male non esistono in se stessi, ciascuno di essi è solo l'assenza dell'altro.

Forse i sogni sono i ricordi che l'anima ha del corpo.

Il destino è uno scrigno come altri non ne esistono, aperto e contemporaneamente chiuso, si guarda dentro e si può vedere quanto è successo, la vita passata, destino ormai compiuto, ma di quanto dovrà accadere non si ottiene niente, solo qualche presentimento, qualche intuizione.

Il sogno è quel pensiero che non si è avuto nel momento in cui era necessario.

Se daremo tempo al tempo, arriverà sempre il giorno in cui la verità diventerà menzogna e la menzogna si trasformerà in verità.

Capita spesso che non facciamo le domande perché non saremmo ancora pronti per udire le risposte, o semplicemente perché ne avremmo paura.

Un albero geme se lo tagliano, un cane guaisce se lo picchiano, un uomo cresce se lo offendono.

Le parole degli uomini sono come ombre, e le ombre non potrebbero mai spiegare la luce, fra le ombre e la luce c'è e si frappone il corpo opaco che le genera.

Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita da meritare di morire due volte.

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