martedì 24 dicembre 2013

martedì 10 dicembre 2013

Fibonacci, che numeri!


Spesso nelle mie lezioni alle scolaresche cito i numeri di Fibonacci e la Regola Aurea di Leonardo da Vinci.

Questo bellissimo video, con sottotitoli in italiano , è ancora uno spunto in più per appassionarsi alla matematica e ai numeri che rappresentano la perfezione delle cose e della natura.
Il perché è importante la successione di Fibonacci lo spiego anche in questo mio post




giovedì 10 ottobre 2013

Distretti del commercio, servono si o no?

Ciclicamente e puntuale come le tasse la domanda ricorre, più per il fatto che qualcuno non ha ancora capito  come siano costituiti e se possono o meno essere un centro di potere.
Mi sforzerò di essere didascalico anche se non è nella mia natura e non è detto che il risultato valga lo sforzo. . .però ci provo lo stesso.
1) "uno per tutti e tutti per uno", questa è la filosofia di base. Ovvero unire gli sforzi di pubblico e privato per fare insieme quello che altrimenti riuscirebbe male (o con troppo sforzo) fatto individualmente.
2) perchè? Perchè quando le risorse sono poche e la coperta è corta, bisogna sfruttare tutto al meglio con le economie di sistema, evitando le duplicazioni.
3) "cui Prodest", a chi giova tutto ciò? Al tessuto economico che riesce a crescere in armonia, alle città che riscoprono il ruolo sociale del commercio che si era perso strada facendo con l'avvento degli Shopping Mall, ai cittadini, che quindi riscoprono le città più vive
4) servono i bandi che erogano risorse? si anche se non bisogna esserne schiavi, le risorse regionali e camerali non vanno usate alla stregua di un Bancomat, ma devono semplicemente essere un volano per facilitare e consolidare le buone pratiche, poi sia gli imprenditori che le pubbliche amministrazioni, è giusto che ci mettano del loro. L'assistenzialismo non ha mai fatto bene a nessuno.
5) I nostri Distretti scimmiottano le esperienze dei BID all'estero? No, in sei anni siamo stati capaci di adattare quello che nelle esperienze estere, ci sembrava più utile, adattandolo alla mentalità italiana, sia imprenditoriale che politica, è costato fatica è vero . . .ma poteva andare peggio
6) I distretti devono solo occuparsi di eventi? No, non è la loro utilità anche se è una delle funzioni cardine, quella di migliorare l'attrattività dei centri urbani; devono perlopiù costituire un momento di confronto e mutuo scambio di esperienze fra pubblico e privato per migliorare l'offerta commerciale e migliorare la qualità della vita degli utenti.
7) Governance, va bene così! Un equo fifty fifty fra politica ed economia, senza la prevaricazione dell'una o dell'altra parte, "in medio stat virtus" diceva Aristotele nell'Etica Nicomachea.
 8) i Manager servono? Si, devono essere i facilitatori fra i "bisogni" e la perfida macchina burocratica di stampo borbonico che ancora impera nelle PPAA; non devono essere un trampolino per la politica, i Manager devono lavorare sottotraccia e per conseguire gli obiettivi con il minore sforzo possibile ed assicurando il massimo della condivisione.
9) Tassa di scopo? Dico che secondo me potrebbe essere utile, ma non inventandone una nuova come all'estero, ma semplicemente destinando e vincolando una quota del gettito fiscale prodotto dalla imprese del Distretto, trovo giusto che la PPAA reinvesta sul territorio una quota di ciò che il territorio produce. E' una questione di principio e metterebbe fine alla free ridership dei soliti noti, che spremono il business come un limone in antitesi ad imprenditori che invece hanno un approccio etico agli affari.
10) e poi mi taccio, servono a fare "rete" sul territorio. Reti di imprese e reti di Distretti, rappresentano il futuro per gli imprenditori che non potranno mai più pensare di giocare una partita da soli. Il mondo economico gira a folle velocità e le sfide sono sempre più difficili e sempre più ardue.
La prossima partita si gioca sull'e-commerce nelle sue  forme più evolute, che sposterà il "centro" degli acquisti , non nei luoghi preposti per esserlo, ma sulle persone, che acquisteranno e sceglieranno da casa a da dove fa comodo a loro, quello che è il prodotto o il servizio di loro interesse. La vendita di impulso lascerà il posto all'esperienza di acquisto. Siamo tutti pronti a questa sfida?

lunedì 7 ottobre 2013

Expo 2015, cosa non fare

Ormai non passa settimana senza che qualcuno mi tiri in ballo per Expo 2015, una volta per un motivo una volta per un altro. Sento sempre parlare di una vetrina delle eccellenze italiane in mezzo a quelle mondiali, sul tema dell'alimentazione e dell'ecosostenibilità.
Non ho ancora sentito nessuno però che a) abbia visitato una qualsiasi altra manifestazione analoga b) che abbia il pur vago sospetto che "forse" le altre nazioni si presenteranno quantomai agguerrite per fare miglior figura di noi.
D'altronde come possiamo pensare di essere all'avanguardia sui temi dell'ecosostenibilità, dell'energia pulita, del nutrire (tutti in tutti i paesi) e nutrirsi (meglio , per far sì che il nostro corpo non ci si ribelli contro)?
Io non posso dire di aver mai riconosciuto questa sensibilità in qualcuno che abbia le leve per poter cambiare lo status quo.
Oggi in una delle mie solite riunioni si parlava di Leisure e di Incoming, (ammazza quanto sò fforti i 'mericani!)e si ragionava sul come muovere i flussi di visitatori, senza pensare che appena varcate le alpi, il turista tipo è ben abituato a spostarsi con i mezzi (e si aspetta che siano celeri e puntuali) e non con  l'auto.
Ma a parte questo, ho ancora ben stampata nella testa la mia visita a Venlo, in Olanda, in occasione di Floriade, che guardacaso era incentrata su temi molto simili, troppo simili per non poter fare un confronto.
ingresso incoerente ed anonimo
E fra i bellissimi padiglioni che ho visitato come non poteva spiccare il padiglione del mio Paese. . . .oh certo che spiccava . . .era uno dei più brutti, se non inguardabile (ancor meno visitabile), vista la povertà dei contenuti.
Metto qualche foto giusto per dare la dimensione del problema.
"Una ribalta internazionale per mostrare le eccellenze del made in Italy, per creare opportunità di impresa e per l’impresa, per reagire alla crisi mondiale accogliendo la sfida di innovazione e il cambio di prospettiva che la congiuntura economica impone.  È per cogliere questa opportunità di rilancio che l’Italia ha deciso di partecipare per la prima volta a una Esposizione Internazionale orticola e floreale con i suoi numeri imponenti: 6 mesi di kermesse a Venlo, in Olanda, per 2 milioni e mezzo di visitatori previsti e un bacino di 30 milioni di
potenziali consumatori.
secondo qualcuno queste
sarebbero le nostre eccellenze!

Vetrina e cuore della presenza italiana a Venlo, il Padiglione Italia realizzato dalla Provincia autonoma di Trento. Una costruzione in legno perfettamente ecocompatibile, con una superficie di 400 mq su due piani circondata da 500 mq di spazio verde. Un’opera in sintonia con la tradizione “verde” del Trentino, ma anche frutto di una esperienza e vocazione alla solidarietà che caratterizza questa regione e la sua gente"
Così recitava il Comunicato stampa del Ministero per gli Affari Esteri, nel presentare un anonima costruzione di legno, neanche bella a vedersi; "le eccellenze del Trentino", eccellenze talmente trentine che il povero e maltenuto (non esagero) giardino circostante era di essenze che hanno reso celebre il Trentino , le Palme dell'alta Badia, per esempio, o i famosissimi Limoni di Ortisei, la Lavanda delle Dolomiti, credo che per l'occasione sia stata pure spostata Bolgheri in Val Senales (con cipressi al seguito), con disappunto del Carducci. 
Un insieme del tutto incoerente oserei dire!
Questo il fuori. . . .entrando. . .tutta un altra roba, basta guardare le foto!
La cosa che mi colpì di più, era la presentazione di Expo 2015, in uno stanzino buio a destra dell'ingresso, con una anonima presentazione in powerpoint maldestramente proiettata sul muro (il colmo per una manifestazione tutta all'aria aperta!!)
Giusto per la cronaca metto qui la fotogallery dei vari padiglioni giusto per comprendere la differenza degli allestimenti altrui.
Ancora mi domando quale forma di intelligenza abbia potuto "pensare" un allestimento del genere, costato peraltro un sacco di soldi, il bello è che informazioni ce n'erano, poche, nel sito dedicato allo stand, che naturalmente, per meglio "fidelizzare" il visitatore alle eccellenze del nostro Paese,  è stato prontamente messo offline alla fine dell'evento (guarda se non è vero).
Beh se il nostro prepararsi ad Expo, è di questo stampo , forse è meglio lasciare perdere, e invece di creare un padiglione Italia, faremmo meglio a caricare i visitatori su un autobus e portarli a vedere il Cenacolo Vinciano, così che almeno tornino a casa con un buon ricordo.
Io spero solo che questi errori madornali non vengano ripetuti, ci stiamo giocando la faccia.
esposizione del "nulla"

esposizione del nulla 2
Giusto per dimostrare che non sono critico senza ragion di causa, ecco l'articolo che scrissi a suo tempo e che venne pubblicato da Diseno Floreal





mercoledì 2 ottobre 2013

La grande nevicata dell'85

Io e la mia Nikon siamo diventati amici e compagni inseparabili piuttosto presto, all'età di 14 anni. La passione per la fotografia d'altronde mi era nata piuttosto presto e altrettanto presto avevo iniziato a smanettare in camera oscura (non la mia purtroppo). Così, preso dall'entusiasmo per il bianco e nero, mi era venuta la voglia di scattare qualche rullino in BN, allora c'erano le pellicole Ilford che per il BN erano eccellenti (come anche per la stampa), così approfittai per fare qualche scatto in una situazione dove il BN ci stava a fagiolo. L'occasione me la fornì la nevicata del 1985, nota nell'Italia settentrionale come nevicata del secolo, fu una precipitazione nevosa che si abbatté su gran parte dell'Italia del nord fra il 13 e il 17 gennaio 1985, provocando grandi disagi.In una sola nevicata, che durò oltre 72 ore, caddero tra i 70 ed i 90 cm di neve. 

Inutile dire che Gallarate rimase paralizzata, il comune arruolò spalaneve ovunque, anche perché la viabilità era bloccata, le scuole chiuse (ovviamente) e molti miei compagni di scuola dell'Itis arrotondarono spazzando i marciapiedi.

Io invece, presi a tracolla la mia fida Nikon, imbacuccato come un esquimese e andai a piedi verso il centro. Feci un solo rullino di foto, poca roba, confronto ad ora che col digitale si scatta a più non posso. Cercavo l'inquadratura giusta e. . click!
Ora però non c'è più l'emozione della camera oscura, dove vedevi nascere l'immagine nella bacinella dell'acido, oggi c'è lo scanner che digitalizza (in qualche modo) l'originale. Però le mie foto mi piacciono e le ho messe qui lo stesso,ci sono molto affezionato e ritrovarle dopo molti anni mi ha dato una certa emozione, chissà l'effetto sui lettori del mio blog. . . .

L'intera gallery è qui

martedì 24 settembre 2013

Grazie dei Fiori 2010

Stasera mi è presa un pò la nostalgia e sono andato a riguardarmi l'ultima puntata di Grazie dei Fiori 2010, che secondo me è una di quelle meglio riuscite.
Il merito è da ricercare nell'affiatamento di uno staff, sia tecnico che video, arrivato praticamente all'eccellenza dopo tre mesi di lavoro insieme; fianco a fianco, uno per tutti e tutti per uno.
Resto sempre dispiaciuto nel vedere che Raidue, non ha voluto capitalizzare questa bella risorsa, per invece continuare a proporre programmi e rubriche floreali, che sono poco meno che mediocri; evidentemente l'eccellenza non paga, e quando dico "non paga" so bene a cosa mi riferisco.

Auguro ai miei lettori una buona visione, garantendo che tutti quanti in quello studio, abbiamo dato il massimo ed anche di più per produrre quella serie di puntate.


Cliccate nell'angolo in basso a destra per visualizzare il video a schermo intero

martedì 10 settembre 2013

Uno scarrafone ci salverà dall'Ambrosia

La notizia divulgata oggi da Regione Lombardia è di quelle che fanno sorridere , se non piangere.
Il tweet recita:
In sé la notizia sarebbe oggettivamente di quelle buone, se non fosse per il fatto che quello che hanno fatto le istituzioni in questi circa 15 anni, in cui l'ambrosia si è insediata fra noi, ha veramente del ridicolo.
Ma facciamo qualche passo indietro per capire intanto cos'è l'ambrosia, cosa provoca e come accidenti è arrivata fin qui.
L' Ambrosia è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza a racemo.
Sono considerate piante infestanti e ne esistono più di trenta specie in tutto il mondo. Hanno una apparenza molto ordinaria e pur essendo molto diffuse, passano frequentemente inosservate. Quasi nessun erbivoro le cerca e non ospitano molti insetti.
L'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama) oppure tramite il vento (impollinazione anemofila). In effetti durante il periodo dell'antesi queste piante producono una grandissima quantità di granuli pollinici che vengono trasportati dal vento anche a distanze e altezze notevoli ;i semi vengono dispersi dal vento (disseminazione anemocora) ma anche da animali (disseminazione zoocora), infatti dopo l'impollinazione, il fiore femmina si sviluppa in un ovoide spinoso, con 9-18 spine erette. Contiene un seme con forma a punta di freccia, bruno quando maturo e più piccolo di un grano di frumento. Questo viene diffuso aggrappandosi al pelo o alle piume di animali che passano (fonte Wikipedia)
Questo la dice lunga su quanto questa pianta sia inutile ed infestante, in quanto non è nella catena alimentare degli erbivori che, esattamente come gli umani, la schifano.
La pianta, è originaria del Nordamerica, per cui viene da domandarsi come sia finita a infestare il varesotto.
La risposta si ottiene facendo un giretto in bici intorno all'Aeroporto della Malpensa dove vegeta rigoliosissima, pollini e semi sono arrivati in quantità portati dagli aerei, ed hanno trovato terreno molto fertile per attecchire nella brughiera che circonda lo scalo.
Da lì poi molto velocemente, si è diffusa nei terreni incolti e sui cigli delle strade, in un raggio di almeno una quarantina di km.
Ricordo che la prima persona che mi parlò di questa pianta fu il mio allergologo, che ,lavorando a stretto contatto con l'Università di Milano, si rese conto dalle centraline di rilevamento dei pollini, che un intruso aveva fatto capolino fra le graminacee e le altre varietà di pollini.
A livello sintomatico, gli allergici come il sottoscritto arrivano a soffrire di riniti, congiuntiviti ed asma e val la pena ricordare che l'Ambrosa è la prima causa di allergie nel nordamerica.
Fatto quindi il danno all'ecosistema ed agli allergici, danno peraltro causato dalle ricadute ambientali di un infrastruttura pubblica, era quantomeno legittimo aspettarsi un intervento deciso e risolutorio per contenere il danno ed invece. . .
La pubblica amministrazione, nelle persone dei Sindaci, decide di emettere delle ordinanze di sfalcio, con sanzioni anche salate per i contravventori (privati), che perlomeno all'inizio vengono fatte rispettare (ai privati) anche perché sono una buona fonte di reddito per le casse dei comuni.
Peccato però che tutto ciò che di competenza è pubblico, vedi terreni incolti , aree boschive e soprattutto cigli delle strade, viene lasciato in totale abbandono; forse era chiedere troppo agli amministratori pubblici pensare di utilizzare i proventi delle multe per aumentare gli sfalci ove necessario, tanto più che ne basta uno all'anno quando la pianta sta per andare in fioritura , ovvero a fine agosto.
I privati hanno iniziato a recriminare per le multe, anche perché oggettivamente anche gli enti pubblici sarebbero dovuti essere oggetto di sanzioni (cosa mai successa); così le ordinanze sono diventate via via più blande e sempre meno incisive.
In una situazione così, quello che i politici considerano il "custode" preposto alla tutela dell'ecosistema, ovvero il Parco del Ticino, che ha fatto?? NULLA, ma proprio nulla di nulla, proprio una cippa di nulla.
Ed il gestore dell'aeroporto? Nulla anch'egli.
Intanto la gente ha continuato ad ammalarsi ed è diventato uso comune fra i medici , prescrivere cortisonici come fossero acqua minerale,  dato che con i comuni antistaminici si fatica a contenere la virulenza degli attacchi allergici.
Tutto rimane sotto silenzio, anche sul web si trova poco o nulla relativamente alle statistiche relative all'impatto sul SSN, l'unica che ho trovato è questa clicca qui
Quindi nel lassismo più totale, con le istituzioni che totalmente si disinteressano del problema, oggi esce la notizia che un insetto , la Coleoptera Chrysomelidae Galerucinae (una sorta di scarrafone) anche quello di provenienza nordamericana, è risultato l'unico della catena alimentare ad essere attratto dall'Ambrosia e a cibarsene.
Il bello è che “questa specie è un importante agente di controllo biologico dell'ambrosia e viene a tale scopo attualmente allevata artificialmente e rilasciata con successo in Cina e in altri Paesi, mentre viene studiata in Europa per le stesse ragioni “. ( fonte Varesenews)
Possibile che a nessuno dei luminosi esperti e consulenti del Parco del Ticino, sia mai passato per la testa di documentarsi come viene combattuta all'estero l'ambrosia, e sia invece toccato ad un funzionario comunale , segnalare l'occasionale scoperta al Servizio fitosanitario regionale ??
Direi che veramente c'è da piangere davanti al vergognoso disinteresse delle istituzioni, nei confronti di un problema che colpisce decine di migliaia di persone.
Vi rendete conto cari signori del Parco del Ticino che uno scarrafone è più utile di voi?


lunedì 19 agosto 2013

Metti una sera d'estate, al Grand Hotel di Varese

Il fatto stesso che il post sul Sanatorio di Prasomaso sia saldamente in testa alla classifica dei miei post più letti, mi fa capire che intorno a queste meraviglie cadute nell'oblio, c'è ancora molto interesse.
Per un varesino però la ferita più profonda, è rappresentata dal Grand Hotel Campo dei Fiori, uno dei migliori esempi italiani di architettura liberty, lo stile floreale detto anche Art Noveau in voga a cavallo fra 800 e 900.
L'occasione per una veloce visita, me la offre , l'annuale festa degli alpini di Varese, così ne approfitto per fare un pò di foto ed intrufolarmi dentro con la visita guidata.
Non voglio per scelta, discutere della situazione attuale dell'albergo, cosa che farò in un altro post. Voglio solo lasciarvi il piacere di immaginare questo capolavoro del Sommaruga , come sarebbe se fosse riportato al suo antico splendore; l'incuria del tempo per fortuna ha lasciato ancora quasi intatto il fabbricato, dal punto di vista strutturale,costruito con la pietra del luogo (furono cavati 70.000 mc di dolomia, in gran parte riutilizzati per murature e per ricavare la calce).
Certo è, che piange il cuore a vederlo ridotto così

Questa è la situazione odierna
questa invece è la situazione originaria , un Monte che faceva onore al nome di Campo dei Fiori, in quanto non era sommerso dalla vegetazione (peraltro non autoctona) che vi è ora, ma era , come testimoniato da molte persone con un pò di primavere sulle spalle, un continuo fiorire di prati scoscesi. Inutile dire che se la vista ora è di per se notevole, una volta lo era ancora di più.
Guardando a sinistra dal Grand Hotel, ecco l'abitato del Santa Maria del Monte di Varese
particolare della veranda a sbalzo del ristorante

Particolare del Salone delle feste

Gli splendidi copricaloriferi
il particolare di un capitello
uno degli spettacolari balconi, si intravede alche il pluviale in ferro battuto a forma di drago
L'androne di ingresso
il superbo arco del corpo centrale che sorregge il salone delle feste, in origine doveva essere il punto di arrivo della funicolare,ma durante la costruzione, Sommaruga si rese conto che per non turbare il silenzio degli ospiti, era meglio edificare la stazione di arrivo della funicolare altrove


la spettacolare volta in mattoni
particolare di uno dei capitelli, al centro della foto è raffigurato un cervo volante
particolare delle ringhiere, opera di Mazzuccotelli 
particolare dei fregi sulla facciata

Le caratteristiche finestre circolari delle cucine

una splendida veduta d'insieme, di questo lato del palazzo, ora interamente nascosta alla vista dalla vegetazione
i bellissimi comignoli

sulla porta d'ingresso, compare ancora una vetrofania anni '50 


Un manifestino dell'epoca. Veniva pubblicizzato il Sacro Monte di Varese e il Campo dei fiori, come facilmente raggiungibile dal centro di Milano in sole 2 ore (adesso impensabile con i mezzi pubblici) , con la ferrovia (Le Nord partendo dalla stazione Cadorna) e la capillare rete tranviaria varesina, che dalla stazione ferroviaria portava alla funicolare del Vellone, passando per la piccola galleria vicino alla prima Cappella. Da lì partivano i due rami della funicolare che portavano l'uno al Sacro Monte (tutt'ora in funzione e riaperto alcuni anni fa), ed al Campo dei Fiori in prossimità dell'Albergo e del Ristorante Belvedere


nella foto è ben visibile il tracciato della tramvia e delle funicolari

uno scorcio del Lago di Varese al tramonto dalle Tre Croci


domenica 18 agosto 2013

Latino Night

Per gli appassionati di musica latina e soprattutto di Salsa "para bailar" posto questi tre concerti, uno più bello dell'altro per alimentare una "caliente noche latina" fatta di salsa son y descargas, tutta da ascoltare e da ballare. Personalmente di tutti questi artisti ho avuto il piacere di vedere ed ascoltare "live" solo Celia Cruz e Gilberto Santarosa, e scusate se è poco. Di Celia ho un ricordo bellissimo, al Forum di Assago per il Festival Latinoamericano, fece un concertone strepitoso in compagnia del suo marito, nonostante l'età già avanzata, seppe trasmettere dall'inizio alla fine quella sua leggerezza e simpatia, che è ben sintetizzata ne "la vida es un carnaval", non solo una canzone , ma una vera "way of life".
Gilberto Santarosa è il vero Signore della salsa , con il suo timbro inconfondibile ed il suo Stile che fanno di lui un vero Mito.
Marc Antony invece in tanti anni, mi ha fatto consumare le suole sulle piste da ballo dei miei locali preferiti, adrenalina pura, qui parte a 300 all'ora con Aguanile!
Buon Ascolto e buon ballo





martedì 23 luglio 2013

Anam il senzanome

Una grande perla di Tiziano Terzani che merita di essere ascoltata con molta attenzione.



e soprattutto in questa parte

sabato 15 giugno 2013

We Will rock you Bailando

We Will rock you   Bailando
Sabato 8 Giugno 2013 alle ore 21,00 presso il TEATRO MANZONI di Busto Arsizio,è andato in scena  THE WE WILL ROCK YOU SHOW , Il Musical della BAILANDO ACADEMY


La vicenda è ambientata nel 2313 quando la terra sarà governata dalla Globalsoft Corporation. Sul pianeta regna l'omologazione musicale, la musica Latina è bandita, gli strumenti musicali non esistono più, la musica è fatta solo dai computers e i Ga Ga Kids vigilano sullo status quo.
Riky Martin, un giovane studente, si ribella al sistema insieme ad una giovane donna a cui darà il nome Shakira.

I due si uniranno ai Bailaderos che credono in una profezia circa il ritorno degli strumenti musicali e della Musica Latina. Ai buoni si oppongono i cattivi nelle persone di Killer Queen, il capo della Globalsoft, e il suo secondo "Il Generale".
Tra perfide azioni, imprigionamenti, torture, fughe, morti apparenti la vicenda scorre fino al trionfo della Musica Latina. 



Le foto parte 1



le foto parte 2


mercoledì 5 giugno 2013

Think Positive

Lettera di Abramo Lincoln all'insegnante del figlio    1830

Dovrà imparare, lo so, che non tutti gli uomini sono giusti, che non tutti gli uomini sono sinceri.

Però gli insegni anche che per ogni delinquente, c’è un eroe;
che per ogni politico egoista c’è un leader scrupoloso….
Gli insegni che per ogni nemico c’è un amico,
cerchi di tenerlo lontano dall’invidia, se ci riesce,
e gli insegni il segreto di una risata discreta.
Gli faccia imparare subito che i bulli sono i primi ad essere sconfitti….
Se può, gli trasmetta la meraviglia dei libri….
Ma gli lasci anche il tempo tranquillo per ponderare l’eterno mistero degli uccelli nel cielo, delle api nel sole e dei fiori su una verde collina.
Gli insegni che a scuola è molto più onorevole sbagliare piuttosto che imbrogliare…
Gli insegni ad avere fiducia nelle proprie idee, anche se tutti gli dicono che sta sbagliando…
Gli insegni ad essere gentile con le persone gentili e rude con i rudi.
Cerchi di dare a mio figlio la forza per non seguire la massa, anche se tutti saltano sul carro del vincitore…
Gli insegni a dare ascolto a tutti gli uomini,
ma gli insegni anche a filtrare ciò che ascolta col setaccio della verità, trattenendo solo il buono che vi passa attraverso.
Gli insegni, se può, come ridere quando è triste.
Gli insegni che non c’è vergogna nelle lacrime.
Gli insegni a schernire i cinici ed a guardarsi dall’eccessiva dolcezza.
Gli insegni a vendere la sua merce al miglior offerente, ma a non dare mai un prezzo al proprio cuore e alla propria anima.
Gli insegni a non dare ascolto alla gentaglia urlante e ad alzarsi e combattere, se è nel giusto.
Lo tratti con gentilezza, ma non lo coccoli, perché solo attraverso la prova del fuoco si fa un buon acciaio.
Lasci che abbia il coraggio di essere impaziente.
Lasci che abbia la pazienza per essere coraggioso.
Gli insegni sempre ad avere una sublime fiducia in sé stesso,
perché solo allora avrà una sublime fiducia nel genere umano.
So che la richiesta è grande, ma veda cosa può fare…
E’ un così caro ragazzo, mio figlio!

venerdì 31 maggio 2013

18 maggio 2013 Plant Day

Ecco una fotogallery dell'edizione varesina di quest'anno.
Come per lo scorso anno le lezioni si sono tenute nella splendida cornice della Sala Estense di Palazzo Estense, residenza municipale di Varese
Ecco le lezioni alla scolaresca della Scuola Pavoni di Tradate





Mentre qui le sessioni riservate agli adulti, a conclusione della parte teorica esercitazione pratica di realizzazione di un mazzo  con la tecnica della spirale









Lezioni a cura di Marco Introini , assistenza e supporto tecnico ditta Nicora Garden Varese, assistenza in sala C. Russo
Organizzazione Uniascom Confcommercio Varese
Si ringrazia il Comune di Varese per l'ospitalità e per la meravigliosa location messa a disposizione.
Lo Iat di Varese per il supporto tecnico e la gestione prenotazioni



E qui il bellissimo spettacolo “Plants & Fairytales” messo in scena al Teatro Apollonio il 25 maggio dai "Felini" di Tanja Kok, autore Walter Bassani  come vedete dalle foto un percorso tra le favole di Biancaneve, Pinocchio,Il Libro delle giungla, Avatar ed Il paese delle Meraviglie.
Durante l'evento è stato assegnata una targa all'Istituto di Biotecnica e Biotecnologia Agraria per il fattivo impegno nella promozione del Fascination of Plant day, ha ritirato la targa il Prof Martin Kater, responsabile italiano del Plant Day (qui nella foto nel duetto con Meccano)




















Regia Tanja Kok
Coreografie T Kok , L Gerotti, E Peano, G Bellotto
resp canto, musica ,immagine video e composer: Walter Bassani
Dialoghi originali L Gerotti E Peano
Designer grafica P Crova
Muscihe originali W Bassani A Bassani
Canzoni eseguite Live Coro Felini , Puck Lansdorp
Segeretaria di produzione M Bonanno
Presidente Fondazione  Felini, Charles Lansdorp
Decorazioni floreali M. Introini


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