sabato 27 aprile 2013

Lupin III, What a Cool Music!

Questo post nasce dalla sintesi di due passioni, i cartoons e la musica. Meravigliosa questa versione della celebre sigla di Lupin III, composta nel 1977 da Yuji Ohno , pianista e compositore giapponese, qui eseguita con il suo trio Jazz di cui fanno parte il Bassista Ceco Miroslav Vitous ed il batterista americano Lenny White.
Fra l'altro esiste anche una versione ballabile (salsa) che mi riprometto di trovare su Youtube.
Lupin III rappresenta il mito di una generazione (la mia); insieme ai suoi compagni di avventure, la Sensualissima Fujiko Mine, l'infallibile Daisuke Jigen, il leggendario Goemon Ishikawa XIII ed il frustratissimo ispettore dell'Interpol  Koiki Zenigata.
Bellissimo il filmato della versione Live e  curioso il fatto che l'autore abbia voluto pensare per una colonna sonora di un cartoon multietnico (personaggi ispirati dal francese Maurice Leblanc, un amico Samurai Shintoista, un pistolero armato Smith & Wesson ispirato dai "magnifici 7 e una gnoccolona di aspetto più europeo che orientale) l'abbinamento ad un samba temperato.
L'insieme però è a mio giudizio veramente esplosivo ed ha contribuito a rendere quella serie Tv una vera e propria leggenda.

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martedì 23 aprile 2013

Distretti del Commercio in vista di Expo 2015

Ufficialmente si è aperto ieri il 5 bando che finanzia la rete dei Distretti del Commercio sul territorio lombardo.
La dotazione finanziaria devo dire che è estremamente scarsa se confrontata ai precedenti bandi (oltre 60 mln di euro), 1 mln di euro che presumibilmente (mah) verranno aumentati a 4; se pensiamo che i distretti sul territorio lombardo sono ben 199 qualche perplessità viene.E' pur vero che RL vuole implementare quelli virtuosi e che fanno attività più concrete sul territorio, lasciando gli altri al loro destino (il sistema di punteggi del bando parla fin troppo chiaro), però se veramente vogliamo arrivare preparati ad Expo 2015 (che è dietro l'angolo) e pensiamo di farlo con gli imprenditori che sono attanagliati dalla stretta creditizia e fiscale, e con i comuni che sono strangolati dal patto di stabilità, qualche riflessione dobbiamo pur farla.
Perchè investire e per cosa? Per cercare di attrarre almeno qualche flusso di business se non dell'incoming, almeno degli espositori che si tratterranno per almeno un anno e mezzo dalle nostre parti (e sono parecchie centinaia di persone).
Imprese che possono essere interessate a subforniture ed a fornire ospitalità a prezzi competitivi in effetti ce ne sono, non fosse altro che per reagire alla crisi.
Detto questo, io resto sempre dell'idea che, se è vero che i Comuni hanno pochi soldi da spendere, quelli che hanno li spendono male ed in interventi disomogenei e mal interconnessi fra loro, rendendoli spesso, di fatto, poco utili.
Rimane il fatto però che la politica, ed i funzionari pubblici, sono sempre "refrattari" ad interagire con il privato, primo, perché hanno paura di perdere la loro egemonia data da rendite di posizione e burocrazia fine a se stessa; secondo perché tutto ciò che è di iniziativa privata, specie se è della piccola e media impresa viene sempre vista con sospetto.
Il mondo della politica invece si prostra sempre lungo e disteso davanti alla grande impresa commerciale, che ristruttura, riqualifica, stravolge e in cambio offre qualche rotonda,qualche onore di urbanizzazione e posti di lavoro (che vengono sperò sottratti al commercio tradizionale normalmente in rapporto 1 a 3).
A onor del vero esiste nella mia provincia qualche amministrazione comunale che crede nello strumento dei Distretti, ma ho sempre l'impressione che creda più per un atto di fede (ai soldi che vengono erogati da RL) che neanche per vera convinzione.
Quello che secondo me RL dovrebbe fare , e che all'incontro di ieri di Busto Arsizio ho richiesto all'assessore Cavalli, è dare tempi certi nell'erogazione delle risorse che a mio parere sarebbero da erogare "a sportello" e non "a rendicontazione", per evitare alle imprese il calvario di dover strangolarsi con i pagamenti, e alle PPAA di rimanere nelle tempistiche (peraltro assurde) del patto di stabilità.
Un altro aspetto non meno importante , è fare in modo che le politiche di "marketing placement" sviluppate sul territorio in funzione di una maggiore attrattività, vengano poi ad essere dei veri e propri strumenti normativi nell'insediamento di nuovi operatori.
Sarà importante poi fare "rete" (tutti lo dicono ma nessuno lo fa) sul serio ed una volta per tutte, coinvolgendo tutti gli attori del territorio e le banche.
Banche che se è vero che all'estero investono nei grandi eventi per averne un ritorno economico, sull'italico suolo girano la testa dall'altra parte perché del fatto che i loro clienti possano essere competitivi, a loro poco interessa.
Che si facessero un esame di coscienza, sul perchè le cose vanno male da noi. . .
Gli imprenditori faranno la loro parte,speriamo anche tutti gli altri partner, il rischio di perdere il treno però esiste. . .

lunedì 22 aprile 2013

Macbeth, una tragedia più che mai attuale

Lo scorso giovedì ero alla Scala di Milano per Macbeth, una delle mie Opere preferite di Verdi.
Serata colma di  aspettative che però inizia malamente con un guasto ai ponti mobili della macchina scenica scaligera, che obbliga a 45 min di ritardo nella programmazione ed allo svolgimento in forma di concerto.
Nei miei oltre 20 anni di frequentazione di quel teatro, l'evento ha a dir poco dell'eccezionale, data la puntualità svizzera dell'organizzazione ed alla professionalità delle maestranze, ma quando il diavolo ci mette lo zampino. . . . così ignoro gli sbuffi di disappunto del pubblico e considero il fatto che, vista la situazione, assisterò ad un evento unico.
Infatti così è, non si sente per nulla la mancanza di scene e regia, che peraltro in questo caso sono a dir poco modeste, e ci si può focalizzare sulla cosa più importante di tutte, la "musica".
E la musica ovviamente sbalordisce, ottima l'orchestra ed ottimo il cast, che se dapprima si schiera come da tradizione con i 4 ordini di sedie per il coro, ed i solisti allineati davanti, poi con il procedere dell'azione,gli interpreti iniziano ad interagire fra di loro come se in effetti fosse una recita.
Personalmente giudico il risultato più che eccellente e credibile, sicuramente di grande appeal, anche perché non dimentichiamo che il coro, in Macbeth ha un ruolo importantissimo nel tenere insieme tutte le azioni.
Quando poi, il coro della "Scala" canta schierato verso il pubblico, come nello splendido allestimento del Mefistofele di Boito, di alcuni anni fa, non si può che ricavarne dei brividi, per via della smisurata potenza vocale che sprigiona.
Degni di menzione la Soprano Tatiana Serjan nel ruolo di Lady Macbeth e il tenore Woo Kyung Kim nel ruolo di Macduff, entrambi bravissimi e con eccellente estensione vocale, ben degni di una partitura verdiana.
Se poi analizziamo l'opera Shakespeariana e la guardiamo come una metafora di ciò che sta accadendo in questi giorni nel Nostro povero Paese, beh le analogie ci sono eccome.
Il coro dei profughi scozzesi "patria oppressa" trova la sua naturale declinazione nel rapporto fra gli italiani e questa classe politica che nonostante l'ultima tornata elettorale, può ben dirsi autoreferenziata e completamente avulsa dal resto della nazione.
Anche il ruolo del tiranno Macbeth può essere facilmente trovato nella scena politica, non ci sono i morti ammazzati, ma le lotte di potere a cui stiamo assistendo quotidianamente non sono molto meno efferate di quelle dell'opera.
Il ruolo delle streghe che profetizzano le future sorti, lo potremmo immaginare come l'attività dei sondaggisti che con i loro dati condizionano ed indirizzano le scelte dei politici.
Insomma, per farla breve , niente di nuovo sotto il sole, l'italico popolo non riesce a togliersi di mezzo la classe politica inetta e parassita che lo governa; chissà se i nostri tiranni vedranno un giorno "muover la foresta di Birna" contro di sé.
Sarà quello il giorno che rappresenterà l'inizio di una nuova vita.

Per ora accontentiamoci di un applauso a
Macbeth Vitaliy Bilyy
Banco Štefan Kocán
Lady Macbeth Tatiana Serjan (se vi capita andatela a sentire e rimarrete a bocca aperta)
Macduff Woo Kyung Kim
Malcolm Antonio Corianò
e a tutto il resto del Cast
al Direttore Pier Giorgio Morandi
e ovviamente all'orchestra
Un grazie alla Direzione del Teatro che ha offerto la serata al pubblico.



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