martedì 23 aprile 2013

Distretti del Commercio in vista di Expo 2015

Ufficialmente si è aperto ieri il 5 bando che finanzia la rete dei Distretti del Commercio sul territorio lombardo.
La dotazione finanziaria devo dire che è estremamente scarsa se confrontata ai precedenti bandi (oltre 60 mln di euro), 1 mln di euro che presumibilmente (mah) verranno aumentati a 4; se pensiamo che i distretti sul territorio lombardo sono ben 199 qualche perplessità viene.E' pur vero che RL vuole implementare quelli virtuosi e che fanno attività più concrete sul territorio, lasciando gli altri al loro destino (il sistema di punteggi del bando parla fin troppo chiaro), però se veramente vogliamo arrivare preparati ad Expo 2015 (che è dietro l'angolo) e pensiamo di farlo con gli imprenditori che sono attanagliati dalla stretta creditizia e fiscale, e con i comuni che sono strangolati dal patto di stabilità, qualche riflessione dobbiamo pur farla.
Perchè investire e per cosa? Per cercare di attrarre almeno qualche flusso di business se non dell'incoming, almeno degli espositori che si tratterranno per almeno un anno e mezzo dalle nostre parti (e sono parecchie centinaia di persone).
Imprese che possono essere interessate a subforniture ed a fornire ospitalità a prezzi competitivi in effetti ce ne sono, non fosse altro che per reagire alla crisi.
Detto questo, io resto sempre dell'idea che, se è vero che i Comuni hanno pochi soldi da spendere, quelli che hanno li spendono male ed in interventi disomogenei e mal interconnessi fra loro, rendendoli spesso, di fatto, poco utili.
Rimane il fatto però che la politica, ed i funzionari pubblici, sono sempre "refrattari" ad interagire con il privato, primo, perché hanno paura di perdere la loro egemonia data da rendite di posizione e burocrazia fine a se stessa; secondo perché tutto ciò che è di iniziativa privata, specie se è della piccola e media impresa viene sempre vista con sospetto.
Il mondo della politica invece si prostra sempre lungo e disteso davanti alla grande impresa commerciale, che ristruttura, riqualifica, stravolge e in cambio offre qualche rotonda,qualche onore di urbanizzazione e posti di lavoro (che vengono sperò sottratti al commercio tradizionale normalmente in rapporto 1 a 3).
A onor del vero esiste nella mia provincia qualche amministrazione comunale che crede nello strumento dei Distretti, ma ho sempre l'impressione che creda più per un atto di fede (ai soldi che vengono erogati da RL) che neanche per vera convinzione.
Quello che secondo me RL dovrebbe fare , e che all'incontro di ieri di Busto Arsizio ho richiesto all'assessore Cavalli, è dare tempi certi nell'erogazione delle risorse che a mio parere sarebbero da erogare "a sportello" e non "a rendicontazione", per evitare alle imprese il calvario di dover strangolarsi con i pagamenti, e alle PPAA di rimanere nelle tempistiche (peraltro assurde) del patto di stabilità.
Un altro aspetto non meno importante , è fare in modo che le politiche di "marketing placement" sviluppate sul territorio in funzione di una maggiore attrattività, vengano poi ad essere dei veri e propri strumenti normativi nell'insediamento di nuovi operatori.
Sarà importante poi fare "rete" (tutti lo dicono ma nessuno lo fa) sul serio ed una volta per tutte, coinvolgendo tutti gli attori del territorio e le banche.
Banche che se è vero che all'estero investono nei grandi eventi per averne un ritorno economico, sull'italico suolo girano la testa dall'altra parte perché del fatto che i loro clienti possano essere competitivi, a loro poco interessa.
Che si facessero un esame di coscienza, sul perchè le cose vanno male da noi. . .
Gli imprenditori faranno la loro parte,speriamo anche tutti gli altri partner, il rischio di perdere il treno però esiste. . .

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