lunedì 19 agosto 2013

Metti una sera d'estate, al Grand Hotel di Varese

Il fatto stesso che il post sul Sanatorio di Prasomaso sia saldamente in testa alla classifica dei miei post più letti, mi fa capire che intorno a queste meraviglie cadute nell'oblio, c'è ancora molto interesse.
Per un varesino però la ferita più profonda, è rappresentata dal Grand Hotel Campo dei Fiori, uno dei migliori esempi italiani di architettura liberty, lo stile floreale detto anche Art Noveau in voga a cavallo fra 800 e 900.
L'occasione per una veloce visita, me la offre , l'annuale festa degli alpini di Varese, così ne approfitto per fare un pò di foto ed intrufolarmi dentro con la visita guidata.
Non voglio per scelta, discutere della situazione attuale dell'albergo, cosa che farò in un altro post. Voglio solo lasciarvi il piacere di immaginare questo capolavoro del Sommaruga , come sarebbe se fosse riportato al suo antico splendore; l'incuria del tempo per fortuna ha lasciato ancora quasi intatto il fabbricato, dal punto di vista strutturale,costruito con la pietra del luogo (furono cavati 70.000 mc di dolomia, in gran parte riutilizzati per murature e per ricavare la calce).
Certo è, che piange il cuore a vederlo ridotto così

Questa è la situazione odierna
questa invece è la situazione originaria , un Monte che faceva onore al nome di Campo dei Fiori, in quanto non era sommerso dalla vegetazione (peraltro non autoctona) che vi è ora, ma era , come testimoniato da molte persone con un pò di primavere sulle spalle, un continuo fiorire di prati scoscesi. Inutile dire che se la vista ora è di per se notevole, una volta lo era ancora di più.
Guardando a sinistra dal Grand Hotel, ecco l'abitato del Santa Maria del Monte di Varese
particolare della veranda a sbalzo del ristorante

Particolare del Salone delle feste

Gli splendidi copricaloriferi
il particolare di un capitello
uno degli spettacolari balconi, si intravede alche il pluviale in ferro battuto a forma di drago
L'androne di ingresso
il superbo arco del corpo centrale che sorregge il salone delle feste, in origine doveva essere il punto di arrivo della funicolare,ma durante la costruzione, Sommaruga si rese conto che per non turbare il silenzio degli ospiti, era meglio edificare la stazione di arrivo della funicolare altrove


la spettacolare volta in mattoni
particolare di uno dei capitelli, al centro della foto è raffigurato un cervo volante
particolare delle ringhiere, opera di Mazzuccotelli 
particolare dei fregi sulla facciata

Le caratteristiche finestre circolari delle cucine

una splendida veduta d'insieme, di questo lato del palazzo, ora interamente nascosta alla vista dalla vegetazione
i bellissimi comignoli

sulla porta d'ingresso, compare ancora una vetrofania anni '50 


Un manifestino dell'epoca. Veniva pubblicizzato il Sacro Monte di Varese e il Campo dei fiori, come facilmente raggiungibile dal centro di Milano in sole 2 ore (adesso impensabile con i mezzi pubblici) , con la ferrovia (Le Nord partendo dalla stazione Cadorna) e la capillare rete tranviaria varesina, che dalla stazione ferroviaria portava alla funicolare del Vellone, passando per la piccola galleria vicino alla prima Cappella. Da lì partivano i due rami della funicolare che portavano l'uno al Sacro Monte (tutt'ora in funzione e riaperto alcuni anni fa), ed al Campo dei Fiori in prossimità dell'Albergo e del Ristorante Belvedere


nella foto è ben visibile il tracciato della tramvia e delle funicolari

uno scorcio del Lago di Varese al tramonto dalle Tre Croci


domenica 18 agosto 2013

Latino Night

Per gli appassionati di musica latina e soprattutto di Salsa "para bailar" posto questi tre concerti, uno più bello dell'altro per alimentare una "caliente noche latina" fatta di salsa son y descargas, tutta da ascoltare e da ballare. Personalmente di tutti questi artisti ho avuto il piacere di vedere ed ascoltare "live" solo Celia Cruz e Gilberto Santarosa, e scusate se è poco. Di Celia ho un ricordo bellissimo, al Forum di Assago per il Festival Latinoamericano, fece un concertone strepitoso in compagnia del suo marito, nonostante l'età già avanzata, seppe trasmettere dall'inizio alla fine quella sua leggerezza e simpatia, che è ben sintetizzata ne "la vida es un carnaval", non solo una canzone , ma una vera "way of life".
Gilberto Santarosa è il vero Signore della salsa , con il suo timbro inconfondibile ed il suo Stile che fanno di lui un vero Mito.
Marc Antony invece in tanti anni, mi ha fatto consumare le suole sulle piste da ballo dei miei locali preferiti, adrenalina pura, qui parte a 300 all'ora con Aguanile!
Buon Ascolto e buon ballo





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