lunedì 2 aprile 2018

Giornata Fai a Varano Borghi

Il grande merito delle Giornate del Fai, è quello di avvicinare il pubblico a delle bellezze altrimenti inaccessibili. Una di queste, che puntavo da parecchio tempo, è il cotonificio di Varano Borghi, che svetta con la bellezza delle sue torri sulla palude Brabbia. L'avevo sempre guardato con l'interesse di urbexer a tempo perso, ma a differenza dei luoghi da urbex, quest'ultimo non è abbandonato ma è ancora in esercizio, anche se un pò malandato dal tempo. Ricorda nella sua maestosità, i fabbricati della Cantoni nella mia Gallarate, ai quali probabilmente i Borghi , anch'essi Gallaratesi probabilmente si erano ispirati.
" Nel 1819 Pasquale Borghi pose i primi telai nelle stanze attigue al vecchio mulino che, posto lungo il canale Brabbia, unico emissario del Lago di Comabbio, sfruttava la forza motrice dell'acqua. 

Nel 1826 i Borghi acquistarono dai Dandolo di Varese gran parte del territorio comunale, oltre alle proprietà di Biandronno, Ternate e Corgegno, e l'attività da loro insediata, al quale sviluppo parteciparono tutti i membri della famiglia, prese velocemente avvio. 
La dinastia dei Borghi nel giro di pochi decenni procurò allo stabilimento, la cui ragione sociale divenne "Cotonificio Pasquale e F.lli Borghi", fama internazionale affermando un organizzazione industriale sempre più potente, al pari di quelle già esistenti nell'area dell'alta Val Padana. 
Il veloce sviluppo fu, molto probabilmente, da addebitare al fatto che i salari di macchina risultavano essere superiori al reddito che il contadino traeva dalla propria terra, per cui il miraggio del benessere divenne di stimolo per vincere ogni preconcetto relativo all'industria, sciogliendo, di conseguenza, quel vincolo secolare che lo legava ai campi. 
Per rendere ancora più stabile la manodopera, che arrivava anche dai villaggi circostanti al lago, fu costruito nell'ambito del complesso industriale un convitto femminile, gestito dalle suore della Sacra Famiglia, e dei dormitori maschili per chi rimaneva nello stabilimento tutta la settimana; in un secondo tempo, visto il grande sviluppo del Cotonificio, furono costruite "spaziose" abitazioni per lavoratori e villini "cinti da piccoli giardini" per impiegati e direttori di reparto.


Varano Borghi, ‘il paese della modernità anche edilizia’, può essere a buona ragione considerato un tipico esempio di villaggio industriale dominato dalla Villa dei Borghi posta su di un’altura che domina il Lago. La villa ricca di pregi architettonici, chiusa tra giardini regali dispersi in un mondo di alberi preziosi -quali appena si ponno [sic!] trovare nei parchi di una metropoli subì a metà Ottocento una pesante ristrutturazione, per meglio rispondere all'esigenza di rappresentanza e di prestigio richiesta dai proprietari, su progetto dell'ing. Paolo Cesa Bianchi fu completamente trasformata, tanto che della precedente struttura - si dice - conservò solo la sala centrale del vecchio maniero chiamata "sala del castello". 


Per quanto riguarda invece l'opificio, che in pochi anni divenne un centro manifatturiero molto affermato, al primo fondatore Pasquale (deceduto nel 1936) successe il nipote Luigi. Dando nuovo impulso rinnovò completamente la tecnica della filatura introducendo nuove macchine e nel 1841 aggiunse la tessitura meccanica. Luigi, ardente patriota, partecipò attivamente alla causa risorgimentale: come audace cospiratore affiliato alla "Giovane Italia" subì le rappresaglie del governo austriaco, fu imprigionato e dopo i moti del 1831, nel 1848, partecipò alle "Cinque Giornate di Milano" con Pio Mainini il quale, addetto allo stabilimento Borghi, in tarda età ricoprì la carica di sindaco del paese. Nel 1849 Luigi fu costretto a riparare in Inghilterra e, quale direttore sempre attento alle vicende della tessitura famigliare, approfittò dell'esilio per aggiornarsi sulle novità in campo tessile; non bisogna dimenticare che l'Inghilterra sin dal Settecento deteneva il primato europeo per le industrie di questo tipo. L'esilio risultò addirittura salutare ai fini della sua esperienza tecnica: all'Esposizione di Londra acquistò una motrice a vapore di marca belga, che iniziò a funzionare nello stabilimento dal 1851, così all'energia idraulica fu sostituita quella più potente del vapore mentre nel 1856 istallò un gasometro per l'illuminazione agevolando il lavoro notturno, un'altra prova della modernità di vedute di Luigi. 
Egli, accogliendo di buon grado tutte quelle innovazioni che il mercato poté offrire, incrementò non solo la produzione -offrendo nuovi posti di lavoro- ma anche, e soprattutto, le già cospicue entrate economiche affermando sempre più l'importanza dell'opificio e… della famiglia Borghi! 
Nel maggio del 1859 Luigi 'il seniore' compì la sua ultima azione patriottica ospitando, quando Giuseppe Garibaldi si trovava a Sesto Calende per giungere poi a Varese, la milizia garibaldina nell'opificio di Varano. Il 22 dicembre dello stesso anno Luigi si spense e alla direzione subentrò, fino al 1876 , il fratello ingegner Paolo coadiuvato dai nipoti Napoleone, Antonio e Pio. 
Mentre Antonio morì poco dopo nel 1877, mentre Napoleone e Pio continuarono da soli: Napo si occupò specialmente della vastissima azienda agricola e della piscicoltura, Pio dell'azienda cotoniera. 
Deceduto pure Napoleone, in un incidente di caccia il 1° novembre 1882, le redini del complesso industriale furono condotte dall'ingegner Pio Borghi il quale trasformò completamente l'opificio dotandolo di nuovo e perfezionato macchinario in modo da poter adottare tutto ciò che la meccanica avesse saputo inventare di più pratico e perfetto nel campo di quell'industria, e da poter costruire uno stabilimento che rispondesse a tutte le più moderne sanzioni della tecnica e dell'igiene. 
Morto precocemente il 3 febbraio 1900 non riescì nell'intento lasciando comunque traccia della sua operosa vita non solo in campo industriale ma anche, e soprattutto, in campo agricolo con la bonifica della palude Brabbia - di cui si parlerà più avanti. Nei primi anni del Novecento furono attuate radicali modifiche alle strutture del cotonificio in corrispondenza del nuovo ed ultimo impulso rinnovatore dato da Luigi 'junior' il quale, in collaborazione col direttore tecnico generale degli stabilimenti ingegner Leone Maimeri e col vice direttore ingegner Tito Burgi su progetto dell'ingegner Sequin-Knobel, realizzò il nuovo opificio per la filatura sopprimendo il lavoro notturno.

Entro la struttura industriale funzionò, per un certo periodo di tempo, un 'corpo di militi del fuoco' composto esclusivamente da operai dell'opificio: un primordiale, se così possiamo definirlo, 'impianto antincendio' che, con "pompe a mano, pompe di primo soccorso, pompe a vapore; scale aeree, cordame tecnicamente predisposto, tubi di ricambio e d'aggiunta, scuri, attrezzi d'ogni specie" , erano pronti ad intervenire velocemente secondo le necessità. 

Ai Borghi si deve anche l'edificazione della nuova chiesa parrocchiale e del camposanto. 
La chiesa del Divino Redentore sorse nel 1904 su disegno dell'ingegner Paolo Cesa Bianchi (il quale, lo ricordiamo, progettò pure la villa Borghi) prendendo come esempio la Collegiata di Castiglione Olona e fu realizzata ad opera di maestranze e scalpellini locali. 
Il campanile, "un torrazzo rosseggiante di statura mezzana, fu edificato accanto alla chiesa perché così imposero le finanze disponibili al tempo della sua costruzione". 
Varano Borghi rappresentava dunque un esempio di quei centri, pochi in Italia, che associarono all'industria il villaggio operaio sviluppatosi grazie agli interessi della famiglia Borghi la quale, non fermandosi al solo miglioramento tecnico e meccanico dell'opificio, si dedicò al complesso della vita sociale dei propri lavoratori e delle loro famiglie, come leggiamo dalle cronache del tempo: 
'Nella famiglia dei Borghi lo spirito d'iniziativa, la attività nella vita industriale mai si disgiunsero dall'amore del bello. 
Si crearono piazze e vie spaziose, bene battute: poi sempre magnificamente conservate’. 
Nel 1913 i Borghi si trovarono costretti a vendere gli stabilimenti ad industriali italo - francesi i quali fondarono la ditta "Textiloses et Textiles" con capitali forniti dai Girche, nel 1926 vi lavoravano 2400 operai . Nel 1929 nei locali dello stabilimento fu istituita una sezione della "Scuola Professionale di Tessitura e Filatura di Varese".

A seguire l'azienda ha avuto alterne fortune, negli anni  '20 vi lavoravano 2400 operai e in tessitura funzionavano ben 1300 telai, la proprietà che passò con la crisi della 1 Guerra mondiale in mani francesi (vedi immagine a fianco) , tornò nelle mani dei Borghi  alla fine del secondo conflitto mondiale, ma l'attività calò fino agli anni 60 quando lo stabilimento di Varano venne definitivamente alienato. Dopo un periodo di incertezze lo stabilimento venne riconvertito alla lavorazione delle materie plastiche, mentre la vecchia tessitura venne acquistata da un nuovo proprietario e attrezzata con reparti di candeggio tintura e finissaggio dei tessuti.
Dal punto di vista fotografico , la giornata uggiosa , mi ha spinto a lavorare in HDR (cosa che faccio di rado) giusto per dare una migliore leggibilità alle fotografie.
Non è stato facile escludere dalle inquadrature la numerosissima folla che ha partecipato in massa all'evento, ed è stato impossibile, togliere la grandissima quantità di fettucce bianco-rosse messe a voler delimitare alcuni spazi. Mi sfugge per quale motivo si voglia valorizzare qualcosa di bello, per poi imbruttirlo a quel modo, a maggior ragione visto che comunque le visite erano guidate, e non vi era possibilità di recarsi fuori dal percorso. . ma vabbè. Quello che veramente conta , è stato poter visitare il bellissimo borgo e lo stabilimento . . tutto il resto è relativo.








domenica 11 marzo 2018

Gallarate città dove vivere





Sintesi del mio intervento al convegno odierno al Maga di Gallarate, integrato con i punti salienti delle osservazioni al Pgt
Analisi delle criticità
● 1 consumo di suolo
● 2 crisi economica e contesto di riferimento
● 3 asse viale Milano
● 4 Depontenziamento traffico passeggeri Malpensa
● 5 effetti di lungo termine per la Arcisate Stabio
● 6 mancato completamento Pedemontana
● 7 spostamento polo ospedaliero a Busto Arsizio

1 Consumo di suolo
Adeguamento alla Legge regionale L.R. n. 31 del 28/11/2014, mantenendo l'approccio sequenziale già da noi richiesto e recepito nell'attuale Pgt (giunta Guenzani) , allo scopo di favorire uno sviluppo equilibrato del territorio e, per quanto ci riguarda in particolare, della retecommerciale in tutte le sue forme

2 Fattore di crisi congiunturale

Evoluzione del contesto di riferimento
Tre casi
Auchan Rescaldina
Superficie totale: 19.525 mq (su due piani)
Ipermercato AUCHAN: 15.339 mq (su due piani)
Unità: 70 negozi, 4 medie superfici interne
Posti Auto: 4.200
Bacino di Attrazione (abitanti/25 min.): 1.610.000
Ampliamento a 140 negozi
Investimento 80 mln di Euro
Finiper Arese
120 mila metri quadrati coperti di centro commerciale
ipermercato Iper insieme a 230 negozi e 25 ristoranti.
Il progetto prevede una supeficie lineare planare (SLP) a destinazione
commerciale per 77.000 mq ed una superficie per destinazioni
artigianali/terziari per una superficie di 15.000 mq. Sono previsti anche 22.000
mq desinati ad accogliere spazi di relazione e connessione delle attività
produttive ed economiche
Investimento 500 mln di Euro
Westfield Corporation,
la multinazionale australiana, ha in programma un centro commerciale
collegato con l’aeroporto di Linate che ospiterà su una superficie di 60
ettari, 300 negozi, 50 ristoranti, un multisala con 16 schermi e 10.000 posti
auto. Si prevede l’impiego di oltre 20.000 addetti in fase di cantiere e 14,000
a regime.
La struttura ospiterà anche, per la prima volta in Italia, le “Galeries Lafayette“.
L’investimento complessivo è di un miliardo e 400 milioni di euro.
Il rischio è quello di drenare ulteriormente i consumi della popolazione gallaratese in quanto sarà facilmente raggiungibile con la linea S5 di Trenord

Consistenza Commercio del Gallaratese

dati che commentano da soli la sproporzionata offerta commerciale sul territorio
ho evidenziato il dato su Ev di Busto Arsizio che sono di poco superiori (in MQ) a quelli di Gallarate, ma con un bacino di utenti di 30000 persone in più


3 Asse viale Milano
Forte concentrazione sull’asse di Viale Milano con conseguenze enormemente peggiorative delle
attività commerciali non solo nel Centro di Gallarate ma nell’intera città;

4 Ruolo Aeroporto Malpensa Il depotenziamento del traffico passeggeri sull’Aeroporto di Malpensa a favore di altri scali ha comportato una riduzione del reddito disponibile sul territorio aggravato anche dal minor afflusso di passeggeri e residente per motivi di lavoro

5 Nodo ferroviario
Attesa solo di lungo periodo per i benefici generati dal completamento della linea ferroviaria Arcisate- Stabio e corridoio Gottardo

6 Ruolo Pedemontana Mancato effettivo finanziamento e completamento del progetto del Sistema pedemontano che consentirà di evitare il nodo di Milano collegando piùvelocemente il nostro territorio con il nord-est del Paese

7 polo ospedaliero Spostamento futuro di un importante polo attrattivo dal Centro di Gallarate verso le periferie di Busto Arsizio con la realizzazione del nuovo polo sanitario
Criticità, la vicina grande area industriale dismessa che potrebbe diventare un mall
Evitare di creare nuove polarità esterne al centro storico
La realizzazione di nuove polarità all'esterno del centro storico e dei centri di quartiere, aumenta
la desertificazione commerciale e di conseguenza le aree dismesse
Il ruolo sociale del commercio da solo non è in grado di garantire i flussi pedonali al centro storico, così da fare vivere e prosperare le attività commerciali ivi presenti
Ruolo degli Attrattori Cambio definitivo di destinazione d'uso per Palazzo Minoletti e relativa dismissione dal patrimonio Comunale
Avvio di politiche volte ad agevolare l'insediamento di temporary store
Monitoraggio dei flussi veicolari e pedonali
Azioni di placemaking e placemanagement a cura del Duc
Tassa di scopo Non si tratta di un imposta aggiuntiva ma di un nuovo criterio di ripartizione delle entrate tributarie generate dal commercio, a beneficio delle attività del Duc legate a promozione del
territorio, rimozione graffiti e pulizia straordinaria, stewart di distretto
L'esempio che ho presentato è quello di un Bid londinese che dal 2008 ad oggi ha visto scendere i contibuti volontari dal 39% al 2%, eh ha quindi adottato il meccanismo della Levy (tassa di scopo) al fine di limitare la free ridership


Ho sottolineato la necessità per la AACC di investire sul commercio gallaratese, quanti milioni di euro di tributi e tasse comunali , generano 160.000 mq di superficie commerciale? Quanti ne vengono effettivamente spesi per la promozione del territorio edla sopravvivenza del commercio di vicinato??
Inoltre, nei Bid's gli investimenti NON vengono fatti su eventi ma su accompagnamento delle imprese con Placemaking e placemanagement, e soprattutto col monitoraggio dei risultati.


Grandi strutture di vendita e strutture di vendita organizzate in forma unitaria
Condividiamo quanto previsto tra le azioni concrete da porre in essere per il perseguimento dell'obiettivo del 6° Asse strategico (rilancio del sistema commerciale) e cioè divieto di apertura di nuove grandi strutture di vendita.
Medie strutture di vendita Riteniamo pertanto che la politica relativa alla possibile localizzazione di nuove medie strutture di vendita debba affrontare il tema in maniera differenziata in funzione sia
della localizzazione sul territorio che della dimensione dell'intervento proposto anche prevedendo oneri crescenti al crescere della soglia dimensionale da destinare al sostegno delle attività già in essere.
E' rilevante, per evitare impatti negativi sul territorio, che nel caso di concentrazione di medie strutture tale accorpamento di superfici di vendita intervenga in maniera reale ed effettiva, garantito anche da esplicite disposizioni regolamentari - di cui le norme tecniche del PGT potrebbero farsi carico - volte ad evitare la  riattivazioni delle stesse medie strutture le cui superfici di vendita siano state oggetto di accorpamenti.
Esercizi di vicinato A livello locale si possono intraprendere azioni che infondano fiducia negli operatori e che diano certezze a chi intende intraprendere queste attività ed in particolare:
ad una più consona imposizione fiscale a livello locale,
alla definizione di una valida politica della sosta
alla definizione della vocazione identitaria di ogni singolo luogo di interesse
alla sperimentazione di nuovi orari di apertura dei negozi e dei pubblici esercizi
alla sperimentazione di zone a traffico limitato (anche di sera) a rotazione nei quartieri
al rafforzamento di un adeguato arredo urbano
a forme di incentivazione per il rifacimento di insegne e vetrine al fine di migliorare la qualità architettonica dei negozi
ad una più rigorosa normativa in merito al mutamento della destinazione d'uso al fine di mantenere la
caratteristica della polifunzionalità che ha sempre caratterizzato i nostri nuclei urbani
ad una normativa più rigorosa per impedire il cambio di destinazione d'uso di interi fabbricati per evitare l'espulsione dei negozi esistenti a favore dell'insediamento delle grandi catene nazionali e
internazionali
ad una più favorevole politica delle concessioni per l'utilizzo dello spazio pubblico prospiciente i negozi
all'introduzione di incentivi pubblici per gli operatori che migliorano gli spazi esterni ai loro negozi
alla regolamentazione degli accorpamenti e delle vendite delle licenze
alla definizione di accordi tra il Comune e i proprietari
degli immobili per l'affitto degli stessi a canone agevolato

riqualificazione Centri Storici Risulta anche particolarmente importante segnalare
l’opportunità di intensificare il valore e le funzioni del Distretto Urbano del Commercio nel suo ruolo di promotore delle attività commerciali, meglio se estendendolo all’intera città.
Per quanto riguarda la viabilità, a nostro parere è importante mantenere invariata l’area Z.T.L.
eventualmente con solo semplici modifiche di senso di marcia o di flusso, evitando di stravolgere i parametri del P.U.T. e delle abitudini consolidate dei consumatori

sabato 3 marzo 2018

MyPlant & Garden 2018 Cronaca di un successo


Grande successo di pubblico anche per questa quarta edizione di Myplant & Garden ,17.300 visitatori in tre giorni, 655 espositori e un padiglione in più.

Fondazione Minoprio ancora una volta si è occupata del coordinamento delle scuole di arte floreale nel area del Decor District.

Un momento di confronto che ancora una volta è stato molto apprezzato dalla platea professionale, una vera a propria tre giorni formativa con circa 60 fioristi e floral designer che si sono alternati sul palco, nella realizzazione di composizioni e accessori moda.

Come ha sottolineato Massimo Torti di Federmoda Italia, la "contaminazione" fra arte floreale fashion e couture, ha dato ottimi frutti; proprio questa è stata la novità di quest'anno, la collaborazione con Federmoda e IFDA, Istituto di Fashion e Design di Milano, che ha portato in dote 9 collezioni di abiti da giorno, sera, sportswear e wedding, realizzate da giovani stilisti, poi elaborate con accessori floreali realizzati dalle scuole di arte floreale.


Grandissimo e di pregio il lavoro svolto da giovani Vanessa Del Piero, Helen Agiuilar,Daniela BizereaMichela Dell'Acqua, Luana Barcelos, Federica Fiume, Xu Chensi,Federica Dai Li, Roberta Tragu,Elisa Lassati, Stefano Gubert, Valeria Cognolato, Hafgi Dabre, Sara Gravaghi, Francesca Trentani, Erika Berra, Elena Cipolla, Daniela Labate, Gaia Mantovani, Carlotta Rebottini, Alessia Romeo,Manuel Toraldo, che hanno progettato e realizzato la collezione.


Da Maria Stella, Jessica Volpi, Laura Cominardi,Chiara Raimondo, Noemi Cabrelle, Maria Reyes, Melissa Guerrero Alessandra Gnemmi,Federica Villa, che si sono occupate di ricerca e realizzazione dei Moodboard.

Il coordinamento stilistico e modellistico è stato invece a cura di  Elelonora Zanetti, Giuseppe Zagonia, Silvia D'Errico, Valeria Vacchini, la Regia invece di tutto il progetto è stata nelle preziose mani di Daniele C.M Fittole ed Elisa Pestrichella, quest'ultima anche su comunicazione e ufficio Stampa
 Momento di sintesi di questa bellissima collaborazione, le sfilate di Giovedì e venerdì , Fashion Flower Voyage di cui potete vedere la diretta facebook qui


Qui di seguito invece gli stand floreali realizzati ispirandosi al moodboard della collezione abbinata

Scuola Flower & Design Danimarca
Berit Skjottgaard Laursen, Charlotte Langoe Holm





Scuola Roza Azora Bielorussia
Kristina Ogorodnik, Elena Scerchnskaya, Daria Tchuhnova
Olga Gaydukevich, Natalia Volk, Nadin Gaydukevich







Scuola Floriform di Frederic Duprè
Dupré Frédéric Kévin Billard William Sottile
                                  





Team Upcoming Florist Belgio Damien Thuaud, Céline Moureau, Ophélie Depotter








Laboratorio Idee
Matteo De Luca, Cristina Perego ,Murgia Maria Paola, Porta Emanuela, Rogora Marco,  Antonella Corno




EAFA
Valentino Anna Rita, Bentivoglio Eleonora, D'Aloisio Gabriella, Valletta Giovanni,  Rocco Prete,Tatti Savina, Dima Stefania




Verdant
D'agostino Pasquale , Giani Chiara, Bristot Giulia, Domenighini Rosanna





Flor.I.St.
Rudy Casati, Marco Introini, Antonio Trentini, Marco Mazza, Nicola Puricelli, Daniela Canu, Rita Milani, Sabina Di Mattia, Rosaria Nodale, Sabrina Fregonese, Francesco Bannini





Fondazione Minoprio
Chiara Briccola, Maria Grazia lo Iacono, Diaz Ramos Martha, De Michele Ermelinda, Gregoris Federico, Fuda Samantha, Degl'Innocenti Fiorella
Irene Liborio, Riccardo Erba, Gabriele Baldi Cristian Colacchio e Sergio Angeli


da Sx G. Baldi e I. Liborio (classe 3^) M .Introini, A Zottola Preside, R. Casati










Federfiori
Coordinamento S Erba O Clerici D Pighetti






Per concludere un grazie di cuore a tutto il pubblico , a tutte le 115 persone dello staff coinvolte nell'organizzazione, a V Group che ha investito su questo evento, e soprattutto ai nostri sponsor tecnici, che ci permettono ti tenere il livello della manifestazione così elevato, senza di  loro tutto ciò non sarebbe possibile

per tutto il materiale floreale in grandissima gamma e qualità


Per tutto il materiale tecnico

Per tutte le piante 

Inoltre Ringraziamo per il Catering, Zamberletti Catering ; per l'ospitalità e la logistica AS Hotel dei Giovi, per la grafica e l'abbigliamento professionale ExpoReclam

Seguiranno altri post sull'evento e sulla sfilata

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...