Copio e incollo dal Documento strategico di Regione Lombardia, quello che a mio giudizio rappresenta finalmente un passo in avanti nella tutela del verde.
Spero che l'applicazione di questa norma dia i suoi frutti, ma non ho ragione di dubitarne (dando per scontato che qualcuno la faccia applicare).
ecco il testo originale
. . . .Un
secondo aspetto da
mettere in evidenza riguarda la considerazione che, fra le cause del
progressivo e apparentemente inarrestabile consumo di suolo, che si
produce con la continua espansione delle città a discapito della
campagna e in generale delle aree libere, si riconoscono dei fattori
di “convenienza”,
quali una minore incidenza dei costi nei casi di interventi su aree
libere rispetto a quelli sulle aree già edificate, nonchè la
relativa facilità con la quale si può procedere ad urbanizzare
suolo libero rispetto alle difficoltà, che generalmente si
incontrano, nel rigenerare suolo già compromesso. Sul punto, la
piena attuazione dei disposti di cui all’art. 43 c 2 bis della l.r.
12/05 ed un rafforzamento delle maggiorazioni dei contributi di
costruzione a fronte di sottrazione di suolo agricolo possono
progressivamente rendere meno vantaggioso l’uso di aree libere.
Ad
oggi persiste un oggettivo vantaggio a “consumare” suolo e
risorse a discapito del “recuperare” beni poco utilizzati,
inutilizzati o dismessi, che viceversa, attraverso opportuni
interventi di riqualificazione, potrebbero offrire un grande
contributo alla qualità urbana e al miglioramento delle condizioni
dell’ambiente fuori e dentro la città.
La
tecnica di “preverdissement”,
traducibile con il termine di “piantumazione
preventiva,”
applicata alle nuove aree di trasformazione ed intesa come operazione
di compensazione ecologica quale obbligatoria premessa all’intervento
sulle aree di trasformazione stesse, può concorrere a favorire una
valutazione di convenienza più complessa da parte degli imprenditori
e delle Amministrazioni Comunali mettendo entrambi nelle condizioni
di prendere in considerazione il costo aggiuntivo dell’edificazione
in aree libere, e quindi a considerare con maggiore attenzione
l’intervento sulle aree costruite.
La
dimostrazione della validità di questa ipotesi sta nel duplice
effetto che il preverdissement
è in grado di produrre: modificare l’appetibilità, in termini
economici, delle aree libere e di quelle già costruite, e nello
stesso tempo migliorare la qualità della città, come effetto
diretto (più aree verdi alberate) e indiretto (più edifici
riqualificati, ristrutturati, recuperati).
Il
preverdissement
può quindi essere considerato una “buona pratica” di
accompagnamento delle politiche urbane e può implementare la propria
efficacia assumendo una dimensione sistemica qualora adottato dalle
politiche di Piano, adattandosi ad essere declinato in modo
differenziato in relazione alle condizioni specifiche dei diversi
contesti territoriali.
Agendo
come possibile strumento in grado di incidere anche rispetto al
bilancio delle variazioni del valore ecologico indotte dalle
trasformazioni urbane, il preverdissement
può essere utilizzato sia come strumento autonomo in grado di
svolgere funzioni mitigative e di incremento del valore ecologico dei
singoli interventi, sia come politica di sistema e fattore da
considerare nella stima più generale della compensazione ecologica
che accompagna le previsioni di Piano.
Ancora,
il preverdissement
è una tecnica che antepone la realizzazione di interventi ambientali
a quella delle opere con lo scopo di migliorare l’efficacia del
loro inserimento nell’ambiente e ridurre le pressioni dovute alle
fasi di costruzione ed esercizio.
Allestire
una copertura vegetale sulle aree di intervento tenendo conto del
futuro progetto e delle interferenze generate, in anticipo rispetto
all’avvio dei lavori, consente infatti di poter disporre di una
maggiore efficacia del verde nello svolgere le funzioni assegnate; il
preverdissement
quindi permette una migliore gestione sotto l’aspetto ambientale e
paesaggistico “del tempo del progetto”.
Ciò
consente anche di disporre di una “dotazione di verde” che è in
grado di svolgere alcune funzioni ecologiche di utilità in tempi
rapidi eliminando nel contempo gli svantaggi di aree “in
abbandono”, in attesa delle trasformazioni edilizie, che connotano
spesso il paesaggio urbano.
Infatti
la contemporanea sistemazione a verde di molte aree:
- consente di eliminare tutte le aree di degrado che sono fonte di problemi di varia natura e generano costi;
- permette di contrastare efficacemente le emissioni in atmosfera con un aumento della produzione di ossigeno;
- contribuisce ad assorbire le polveri;
- contribuisce a contrastare la diffusione delle piante allergeniche in ambito urbano;
- migliora il microclima nella stagione estiva contribuendo ad abbassare le temperature;
- favorisce il recupero generalizzato delle acque piovane contribuendo al raggiungimento dell’invarianza idrogeologica, diminuendo così i costi di depurazione e la necessità di sovradimensionamento delle fognature.
Poiché
questi interventi di valenza ambientale avvengono attraverso la
realizzazione di aree boscate si può inoltre sostenere che la
valenza ecologica sia accompagnata da un considerevole miglioramento
dell’assetto paesistico e che ciò produca un miglioramento della
qualità complessiva del sistema urbano, generando progressivamente
retroazioni positive e utili anche per innescare nuove forme di
sviluppo nella direzione del rinnovo urbano.
Di
seguito si esplicita in modo analitico una possibile modalità di
impiego del preverdissement
nella pianificazione locale (Piano di Governo del Territorio)
partendo dal singolo comparto di previsione (Ambito di
Trasformazione).
Nel
singolo comparto il preverdissement
può essere organizzato secondo due possibili tipologie di
intervento:
- una componente di preverdissement temporaneo che è attuata nella porzione di comparto che sarà investita dalle opere previste;
- una componente di preverdissement definitivo che sarà attuata nella porzione di comparto che non viene interessata dalla trasformazione futura.
La
qualificazione e la quantificazione dell’intervento di
preverdissement
(superfici, tipologie d’intervento eco sistemico) sono definite
sulla base della variazione di valore ecologico consumato dalla
trasformazione.
Tutto
il comparto viene in ogni caso predisposto preventivamente all’avvio
dei lavori: le superfici interessate dalle successive opere
edificatorie saranno interessate da preverdissement
temporaneo, mentre quelle che non lo saranno e quindi destinate a
“verde pubblico” saranno oggetto di intervento di preverdissement
definitivo.
Il
preverdissement
temporaneo avrà finalità protettive e/o produttive consentendo di
gestire meglio le aree in attesa di trasformazione contrastando il
potenziale degrado, fornendo servizi temporanei alla città e
riducendo le criticità di attuazione del progetto.
In
relazione alla dimensione del comparto ed al tempo (qualora
prevedibile) di attesa prima del cantiere, potranno essere
individuate tipologie differenti di preverdissement.
Questo quindi può assumere caratteristiche varie in funzione delle
condizioni specifiche (copertura legnosa, erbacea).
Qualora
le dimensioni e i tempi lo consentano questa porzione di superficie
del comparto potrà essere piantata con materiale che può avere
anche un ruolo economico (biomasse)
Analizzando
questa “buona pratica” emergono, a fronte di una relativa
facilità di esecuzione, i notevoli vantaggi conseguibili dal punto
di vista ambientale sociale ed economico. Infatti il preverdissement:
- permette un maggiore equilibrio dei costi di intervento tra aree libere ed aree da ristrutturare (e quindi può essere una valida politica che serve a rilanciare il recupero delle aree dismesse e dei centri storici)
- migliora l’accettazione sociale degli interventi di trasformazione
- fornisce un forte contributo al rinnovo della città pubblica migliorando la qualità urbana
- ha costi contenuti ed è di veloce attuazione
La
tecnica di piantumazione preventiva delle aree di trasformazione ha
quindi ottime caratteristiche per essere proposta ed applicata in
tutti i sistemi territoriali, e trova particolare applicazione nella
pianificazione dei Comuni appartenenti al sistema territoriale
metropolitano.
Ricapitolando
le considerazioni già espresse, si può affermare che la tecnica
della “piantumazione preventiva”:
- migliora la qualità degli interventi edilizi e quindi contribuisce al rilancio el mercato immobiliare
- dal punto di vista operativo è semplice da realizzare, veloce e poco costosa
- può essere prescritta in tutti gli interventi su aree libere come modalità di riequilibrio ecologico dell’aumento della pressione insediativa
- il successivo taglio di parte delle essenze arboree non dovrebbe generare proteste in quanto si tratta in realtà di coltivazioni di biomasse da usare per fini energetici
- con la piantumazione preventiva i Comuni delle aree urbanizzate potrebbero aumentare stabilmente la quantità di aree a verde
- il miglioramento della qualità urbana è un forte elemento di marketing territoriale che può generare retroazioni positive
- la ricaduta di questa politica è rapida e generalmente entro due anni di tempo si possono apprezzare gli effetti positivi dell’intervento
è
facile creare sinergie positive anche con il mondo agricolo.

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