Le foto sono state scattate qualche giorno prima della tromba d'aria che si è abbattuta sul Verbano provocando disastri e la distruzione quasi completa del bellissimo giardino di Villa Taranto a Pallanza.
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Quando Vitaliano VI Borromeo iniziò nel 1632 la costruzione del
palazzo e dei giardini che le danno tuttora fama, l'Isola Bella altro
non era che un lembo di terra e roccia abitata da pescatori. Palazzo e
giardini furono concepiti come un'unica entità e l'isola prese così la
forma di un immaginario vascello con la villa a prua e il giardino a
poppa. Nella grande e maestosa dimora dei Borromeo un susseguirsi di
sale arredate, con arazzi, mobili, statue, dipinti, stucchi porta alla
frescura delle famose grotte a mosaico.
Tele di noti artisti tra i quali il pittore napoletano Luca Giordano
(1632-1705), il toscano Francesco Zuccarelli (1702-1788) e il fiammingo
Pieter Mulier detto il Tempesta (1637 ca.-1701), occupano le pareti di
eleganti e raffinati ambienti insieme a mobili di gran pregio, marmi,
stucchi neoclassici, sculture e arazzi di produzione fiamminga del XV
secolo.
Di grande interesse storico sono la Sala della Musica dove, nell'aprile
1935, si svolse la Conferenza di Stresa tra Mussolini, Laval e Mac
Donald che avrebbe dovuto garantire la pace europea e la Sala di
Napoleone che qui soggiornò accompagnato da Giuseppina Beauharnais
(1797).
Terminata la visita alla dimora, si accede in quello che è considerato
il più splendido e grandioso esempio di giardino barocco all'italiana.
Molte le specie vegetali anche di provenienza esotica, tra le quali si
aggirano in libertà pavoni bianchi dall'incantevole piumaggio.
Articolato in dieci terrazze digradanti, è abbellito da vasche, fontane,
prospettive architettoniche e una moltitudine di statue risalenti alla
seconda metà del Seicento rappresentanti personificazioni di fiumi,
stagioni e venti.
Costruito in tempi diversi, è comunque un insieme coerente di forma piramidale che culmina nella grande statua del Liocorno cavalcato da Amore.
Molti di questi "ambienti" sono delimitati da muraglie e balaustre sulle
quali ancor oggi si intuiscono i punti da cui sgorgavano zampilli,
fontane, cascatelle e giochi d'acqua.
Il clima, particolarmente mite, ha permesso la crescita di una
vegetazione ricca di varietà e specie che qui hanno trovato il loro
habitat. Fra azalee e rododendri, spalliere di pompelmi e arance amare,
orchidee e piante carnivore, spicca la sagoma di un grosso canforo di
più di duecento anni. Le piante esotiche vengono riposte durante la
stagione invernale nella serra ottocentesca, inserita nel percorso di
visita. Le rifiniture ricorrenti da marzo a settembre non lasciano mai
il giardino privo di fascino e di colore.
Qui il set completo
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