Uno dei miei libri preferiti è sicuramente "Il Vangelo secondo Gesù Cristo" di Jose Saramago, Nobel 1998.
Si può essere credenti o non credenti, certo è che il Gesù che ne scaturisce, è davvero tanto simile a noi con i nostri pregi e le nostre debolezze; mi risulta tanto tanto più simpatico e vicino di quanto non ce lo racconti la Bibbia, il fatto poi che il libro sia un romanzo poco importa, un ateo potrebbe ribattere che anche la Bibbia potrebbe esserlo.
“Il Vangelo secondo Gesù Cristo” – definito a suo tempo dalla rivista del gesuiti “Civiltà cattolica” un libro kitsch – partiva dall’assunto dell’inesistenza di Dio e che «la sua invenzione» fosse parte «della follia umana, quella follia che nel mondo aumenta ogni giorno e fa dell’uomo l’unico essere irrazionale della terra, l’unico che usa la ragione per fare il lavoro della morte». «La storia della religione – spiegò lo scrittore motivando il libro – è una storia di sofferenza e anche se si parla di Dio per il suo amore e la sua misericordia, nel suo nome gli uomini hanno negato ogni amore e compassione: questo volevo raccontare nel “Vangelo secondo Gesù”», e se tutto quello che non ripete il dogma dei cattolici è una bestemmia, allora questo libro è senza dubbio blasfemo».
. . . . .donne nude e mostri spaventosi, creature aberranti, lussuria e paura, ecco le armi con cui il Demonio tenta le povere vite degli uomini . . . .mi sono limitato a prendere ciò che Dion non ha voluto,la carne.con la sua gioia e la sua tristezza, la gioventu e la vecchiaia, la freschezza ed il marciume,non è vero che la paura sia una mia arma,non ricordo di essere stato io ad inventare il peccato ed il suo castigo, e la paura che lo accompanga sempre. Taci disse Dio spazientito,il peccato ed il Diavolo sono i due nomi della stessa cosa, che cosa, domandò Gesù?, la mia assenza,e l'assenza di te, a che cosa si deve, al fatto che ti sia ritirato tu o che si siano allontananti da te; Io non mi ritiro mai, ma consenti che ti abbandonino, Chi mi abbandona mi cerca, e se non ti trovala colpa ormai si sa è del Diavolo. . . .
Quest'ultimo paragrafo l'ho tratto dalla discussione che hanno Dio Padre, Gesù ed il Diavolo sulla barca nel lago di Tiberiade, giusto per fare capire quanto sia avvincente il testo; per quanto la scrittura di Saramago non sia semplice da intendersi poiché usa solo punti e virgole per separare le frasi dette dell'uno o dall'altro, il tutto in lunghissimi periodi. Ciò richiede una altissima concentrazione durante la lettura, ma le pagine di questo dialogo, da sole valgono il Nobel che l'autore si è meritato.
Lascio ancora qualche aforisma tratto dal libro per convincervi ancora di più alla lettura
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